Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Canale 8: “Pronti a riassumere se politici ed istituzioni fanno la loro parte”

Il gruppo editoriale, dopo la vicenda del cameraman recentemente licenziato, dice la propria e spiega i ritardi nei pagamenti col calo dei ricavi delle pianificazioni pubblicitarie delle istituzioni locali. Appello alla politica

Assemblea Informazione precaria

LECCE - “Rinunciare ad un collaboratore o licenziare un dipendente per una azienda è sempre un disagio,una sofferenza ed una sconfitta”. Per la prima volta, il gruppo editoriale di Canale 8, una delle principali emittenti televisive salentine, esce allo scoperto e interloquisce con le istituzioni, dicendo la propria, dopo il caso del licenziamento del cameraman, Vincenzo Siciliano, a seguito della protesta sul mancato pagamento degli stipendi arretrati.

Intorno alla vicenda di quest’ultimo, è sorto un movimento di opinione ed una vera mobilitazione di “Informazione precaria”, una rete di denuncia della situazione complessa dell’intero sistema. Da Canale 8, dopo le polemiche e la sollevazione mediatica attorno alla questione, ci tengono a dire la propria: “La crisi che attanaglia il Salento – si legge in una nota - sta costringendo molte aziende a ristrutturarsi e licenziare anche se il sogno di una impresa è crescere e quindi assumere. Nel settore delle tv locali i ricavi derivanti dalle pianificazioni pubblicitarie delle istituzioni locali è calato del 90 per cento dall’inizio della crisi ed il tempo medio di pagamento oggi ha superato i 12 mesi con insoluti intorno al 40 per cento”.

“In Lombardia - si legga ancora - i politici e gli amministratori locali hanno risposto alla crisi facendo si che i budget pubblicitari delle istituzioni rimanessero sostanzialmente invariati ed i pagamenti regionali fossero fissati a 60/90 giorni”. Canale 8 dichiara di essere immediatamente disponibile a riassumere indistintamente tutti i dipendenti di cui si è dovuto privare “a causa della crisi a condizione che le amministrazioni locali facciano la loro parte ripristinando le condizioni di pagamento e dei budget istituzionali credibili così come accadeva prima della crisi”.

“Finché enti come la Fiera di Galatina – evidenziano - ci proporrà come ha fatto di transare un debito strascaduto da molti mesi con un pagamento del solo 30 per cento e altre istituzioni invece di investire come dovrebbero fare anche per compensare il quotidiano servizio che noi tv locali offriamo, ci chiedono spot omaggio e continuano ad allungare i tempi di pagamento oltre l’anno, diventa difficile difendere gli interessi congiunti dell’azienda e dei suoi lavoratori che agli occhi di Canale 8 sono un tutt‘uno”. 

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