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Il nuovo canile comunale sui terreni confiscati alla criminalità: partiti i lavori

L'assessore all'Ambiente, Andrea Guido, ha effettuato un sopralluogo in contrada Caracci e Repelle: la nuova struttura dovrebbe dare soluzione pressoché definitiva al problema del randagismo. Ispezioni a Sannicola della guardie zoofile

Un edificio in costruzione nell'area del cantiere (da Facebook).

LECCE – E’ in piena attività il cantiere per la costruzione del canile rifugio comunale. Una struttura che gli animalisti attendono da tempo, considerata la precarietà e le mille difficoltà con cui si affronta il problema del randagismo nel capoluogo salentino. L’assessore all’Ambiente, Andrea Guido, ha effettuato ieri un sopralluogo nell’area che si trova in contrada Caracci e Repelle, sulla strada per Torre Chianca. 

La nuova casa per gli amici a quattro zampe sorgerà su sei terreni confiscati alla criminalità organizzata ed è finanziata dalla Cassa depositi e prestiti e con fondi propri del Comune di Lecce: i lavori sono stati appaltati alla Icoedil di Monteroni di Lecce per 315mila euro e il risultato, garantisce l’assessore all’Ambiente, Andrea Guido, sarà più che soddisfacente: avrà uno spazio per i servizi cimiteriali e un'area parco dove le famiglie potranno educare i bambini al rispetto della natura e degli animali. La consegna dovrebbe avvenire entro sei mesi e l'esponente della giunta conta di pubblicare quanto prima il bando per l'affidamento.

Si prova così a mettere ordine, una volta per tutte, alla questione. Il canile sanitario è stato posto sotto sequestro nel febbraio scorso dal corpo forestale dello Stato a causa del sovraffollamento, in spazi tra l’altro non idonei. In quell’occasione gli animali furono trasferiti presso la struttura privata “Il rifugio di Aura”, gestito dall’associazione Nova Lara. Il Comune di Lecce ha sempre fatto affidamento alla convenzione con il canile “Lovely”, ma la collaborazione si è interrotta in maniera piuttosto burrascosa: per due volte – nel 2011 e nel 2013 - i carabinieri del Nas hanno apposto i sigilli per esigenze sanitarie e amministrative, prescrivendo alla proprietà di non accogliere altri animali oltre a quelli presenti. Ma i rapporti tra amministrazione e gestori, a quel punto, si era già deteriorato.

Sannicola: ispezione della guardie zoofile

Non è un caso di maltrattamento, anzi, le intenzioni sono lodevoli, ma proprio per garantire il benessere degli animali, alcune regole vanno rispettate. Le guardie zoofile Aeop di Nardò si sono recate, su autorizzazione del pubblico ministero,  nella campagna di Sannicola all’interno di un fabbricato rurale recintato con rete metallica e, in parte, muratura.

I volontari hanno verificato la presenza di 15 cani, di cui solo 5 muniti di microchip, e la permanenza degli animali in condizioni non adeguate al dettato della legge. In quello stesso luogo, già nel 2012 la polizia municipale e i veterinari della Asl avevano effettuato un’ispezione, alla quale aveva fatto seguito un’ordinanza del primo cittadino che prescriveva lo sgombero perché i cani erano ospitati in una struttura priva delle necessarie autorizzazioni.

Le guardie hanno quindi informato la Procura della Repubblica e la Asl di Gallipoli degli esiti dell’ispezione, oltre a intimare l’inserimento del microchip – operazione che deve avvenire entro cinque giorni- negli animali che ne sono risultati sprovvisti.

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