Cantone bacchetta gli ambiti di raccolta: sotto accusa il sistema delle proroghe

Il responsabile dell'Autorità anti corruzione chiamato in causa da quattro Comuni dell'Aro Lecce 9, paralizzato da un conflitto interno

Raffaele Cantone (@TM News/Infophoto)

LECCE – Il conflitto all’interno dell’Ambito di raccolta ottimale Lecce 9 paradigmatico del caso pugliese, caratterizzato da una scarsa collaborazione tra istituzioni che determina effetti paralizzanti sul processo di organizzazione della raccolta dei rifiuti.

Il responsabile dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, ha inoltrato gli atti in suo possesso alla Procura di Bari e alla sezione pugliese della Corte dei Conti dopo aver passato in rassegna la situazione degli ambiti di raccolta. L’intervento dell’Anac era stato sollecitato dall’avvocato Pietro Quinto che ha redatto gli esposti per conto dei sindaci di Parabita, Montesano Salentino, Miggiano e Specchia, quattro dei sette enti che compongono l’Aro Lecce 9.

Gli altri tre, Casarano, Matino e Ruffano, essendo maggioritari nella ripartizione delle quote, sono riusciti a bloccare il bando di gara relativo al nuovo piano di raccolta, spazzamento e trasporto, approvato nel marzo del 2015 dall’assemblea dell’ambito che avrebbe dovuto dare il via ad un sistema di gestione unificato. Lo stallo ha determinato la proroga del servizio nei singoli comuni e le dimissioni del presidente Alfredo Cacciapaglia (primo cittadino di Parabita) al quale è subentrato Gianno Stefano (sindaco di Casarano).

Cantone ha passato in rassegna l’intero sistema degli ambiti territoriali della Puglia, concludendo che “le risultanze istruttorie mostrano una non radicata cultura di condivisione della attività amministrativa, di un confronto costruttivo tra i rappresentanti delle comunità locali, che ha impedito una sintesi degli interessi locali tempestiva, stabile e produttiva di effetti”. Il responsabile dell’Anac ha quindi invitato i prefetti e la Regione Puglia a esercitare il potere di commissariamento.

Il presidente della Regione, Michele Emiliano, proprio nelle scorse ore ha parlato al telefono con Cantone ringraziandolo per l’iniziativa intrapresa dall’autorità e ricordando come tutti gli Organi di governo d’ambito (cui fanno riferimento le Aro di ciascuna provincia) siano stati già commissariati: “Accogliamo favorevolmente la richiesta rivolta da alla Regione Puglia di porre in essere i poteri di indirizzo e coordinamento sull’attività propria degli Aro con particolare riferimento allo strumento delle gare per l’assegnazione dei servizi di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti solidi urbani, al fine non solo di garantire un efficiente servizio ma anche il rispetto delle norme in tema di prevenzione della corruzione nel sistema degli appalti e concessione dei servizi”.

Da parte sua l’avvocato Quinto sottolinea come sia “triste dover constatare che nonostante i reiterati interventi in sede propria per cercare di richiamare i responsabili al rispetto delle leggi e dei regolamenti, occorre aspettare l’intervento straordinario degli organi di controllo o peggio l’intervento sanzionatorio della magistratura penale”.

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“Ancora una volta gli amministratori - come sottolineato nella relazione di Cantone - sono sintomo ed evidenza di una amministrazione locale più interessata al mantenimento dello status quo anziché proseguire, pur nel rispetto delle legittime prerogative e interessi locali, obiettivi sfidanti, migliorativi dello status quo medesimo, che nel caso di specie, coincidono con la prevenzione della corruzione nel mercato e la piena contendibilità del ricco mercato pugliese dei servizi di gestione unitaria dei rifiuti”.

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