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Fitto e Vendola, tentazioni convergenti: mollare gli ormeggi e scontrarsi in mare aperto

L'eurodeputato fa sapere di essere pronto a mettere in campo ben tre liste. Schittulli cerca intanto una mediazione con Berlusconi. Nel centrosinistra il governatore uscente, stanco del fuoco amico, fa trapelare la possibilità di rompere un'alleanza che guarda sempre più a pezzi di centrodestra

LECCE – Se la politica è l’arte del possibile, la Puglia si conferma il laboratorio più sperimentale d’Italia. Nel centrodestra Raffaele Fitto fa sul serio, tanto che Francesco Schittulli ha paventato (ma si può leggere preannunciato) il passo indietro. Oggi il candidato dovrebbe vedersi con Silvio Berlusconi, al quale farà presente tutte le ragioni che rendono obbligatoria la strada dell’unità a tutti i costi, ma non è affatto detto che l’inquilino di Palazzo Grazioli accetti l’idea di darla vinta all’ex ministro e ai suoi sostenitori che chiedono ampie garanzie per la composizione delle liste e che, intanto, fanno sapere di essere in grado di metter su ben tre liste.

Dall’altra parte sembra proprio che Michele Emiliano stia facendo di tutto per indispettire il governatore uscente Nichi Vendola. Se è vero che il Pd è stato fondamentale in dieci anni alla guida della Regione Puglia, è altrettanto chiaro come il suo nuovo timoniere abbia intrapreso una strada finalizzata alla discontinuità rispetto all’esperienza precedente e le sottolineature di questa andatura, che più a una nuova fase sembrano tendere a una nuova era - sono all’ordine del giorno: forse perché Emiliano, strategicamente, ritiene di poter pescare più voti al centro di quanti ne possa perdere in quei settori di sinistra radicale che su di lui sono sempre stati molto diffidenti e che certo non gradiscono le disinvolte aperture che il segretario regionale del Pd rivolge a interlocutori tradizionalmente avversari dello schieramento progressista.

In questo schema importante diventa il ruolo del Nuovo Centro Destra che sin dal primo momento sostiene Schittulli proprio in chiave anti Fitto. Se l’eurodeputato scendesse in campo sul serio, allora tra Ncd ed Emiliano le distanza si annullerebbero di colpo, anche perché si tratterebbe di replicare lo schema che giustifica l’esecutivo Renzi. Ecco allora che anche per Vendola, che da mesi sta covando una sorta di colpo di scena, il quadro si semplificherebbe e con il miglior pretesto possibile. Tra l’altro nelle altre regioni Sel e formazioni di sinistra si presentano alternativi a il Pd, così come il partito di Vendola lo è in Parlamento. La tentazione è forte e la situazione, ora più che mai, è in divenire. La data della consultazione elettorale deve essere ancora ufficializzata: in linea di massima mancano due mesi e quindi ci sono solo poche settimane per la formazione delle liste. Tutto quindi può succedere.

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