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Caos Xylella, critiche a Bruxelles e Roma su misure e sblocco fondi

In una tavola rotonda l'europarlamentare D'Amato (M5S) ha chiesto che la Commissione agisca basandosi "su presupposti scientifici". E accusa: "Approssimazione e allarmismi". Bocciato intanto sblocco del Patto di stabilità per Regione e Comuni su risorse destinate al contrasto. Stefàno: "Governo assente"

ROMA – Il piano dell’Unione europea sull’emergenza Xylella Fastidiosa va rivisto. E’ quanto ha chiesto l’europarlamentare europea del M5S, Rosa D’Amato, tarantina, che ha promosso, a Bruxelles, una tavola rotonda sul problema, chiedendo che la Commissione fornisca risposte e soluzioni basandosi “su presupposti scientifici” e che quindi le misure tengano conto "delle conseguenze ambientali, economiche e sociali”.

All’incontro hanno partecipato esperti e rappresentanti dell'Organizzazione mondiale della sanità, dell'Efsa, delle principali organizzazioni europee del settore agricolo (Copa-Cogeca, Cia, Confagri) e del biologico (PanEurope e Federbio).

“Purtroppo, il piano anti-Xylella elaborato dall'Ue non rispecchia tali indirizzi – secondo l’europarlamentare pentastellata - e tradisce una pericolosa approssimazione dettata da allarmismo e pressioni egoistiche dei singoli Stati membri”. Rosa D’Amato invoca quindi un cambio di direzione. “Non lo chiedono solo i pugliesi – ha precisato a tale proposito -, ma esperti e organizzazioni di categoria di tutta Europa”.

“Il problema – secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle - non è solo come l'Europa affronta il caso degli ulivi pugliesi, ma come l'Ue intende far fronte alle evidenti carenze nel prevenire e affrontare rapidamente casi come quello della Xylella. Il blocco delle importazioni di piante vive, per esempio, è una misura emergenziale”. “Nel lungo termine – ha aggiunto -, occorre potenziare il sistema di controlli e soprattutto promuovere la ricerca scientifica”.

"Per quanto riguarda il disseccamento degli ulivi in Puglia – ha concluso - occorre evitare l'uso di pesticidi su larga scala. Vanno riviste assolutamente anche le eradicazioni e il divieto d’impianto di tutte le piante ospiti nella zona potenzialmente infetta, cercando di privilegiare il più possibile misure alternative”.

C’è poi un’altra questione, quella della vite. “E’ stata inserita della lista delle piante suscettibili di controllo per l'esportazione ma, secondo differenti studi – ha voluto precisare -, sembrerebbe non essere attaccabile da questo ceppo di Xylella”.

Se a Bruxelles s’invoca un cambio di passo, a Roma c’è chi si chiede che fine abbia fatto il ministro Maurizio Martina, come il senatore di SeL leccese Dario Stefàno che, di fronte alla recente richiesta da parte di alcuni deputati Greci al proprio governo di un immediato blocco delle importazioni di vegetali dalla Puglia, oggi ha tuonato: “Sarebbe l'ennesima prevaricazione ingiustificata nei confronti della Puglia e non possiamo più tollerare quest’atteggiamento”.

“L'Europa deve immediatamente trovare un rimedio a un processo che rischia di avere ricadute devastanti sull'economia pugliese, già duramente provata, ponendo fine a una pericolosa deregolamentazione che permette agli Stati membri di agire con troppa autonomia a danno di altri territori, imponendo embarghi immotivati da un punto di vista scientifico”, ha detto il senatore, calcando dunque anch’egli la mano, come Rosa D’Amato, su quelle che molti vedono come una serie di drastiche misure senza un reale fondamento, e senza che l’Italia batta i pugni sul tavolo.

Questo nella mattinata, per poi nel pomeriggio tornare a criticare un governo che “non ha a cuore le sorti della Puglia, della sua economia agricola e dell’olivicoltura italiana”. E questo dopo che sul Collegato agricolo è arrivata la bocciatura in aula di un emendamento, in esame al Senato, di cui era primo firmatario e che prevedeva lo sblocco del Patto di stabilità per Regione e Comuni su risorse destinate al contrasto della Xylella.

“Con la deroga al Patto di stabilità la Puglia e i comuni pugliesi avrebbero potuto contare su maggiori risorse per le azioni di contrasto alla malattia, di fatto nella loro disponibilità ma vincolate. Il parere contrario del relatore Formigoni e del Governo però – ha detto il senatore di Sinistra ecologia e libertà - e la bocciatura immediata del dispositivo hanno definitivamente stroncato la nostra iniziativa e spento ogni speranza”.

“Prendiamo atto – ha concluso Stefàno - che non ci sia stata nemmeno la volontà di accantonare l'emendamento, come chiesto in aula, per poi discuterlo più avanti. Il Governo predica bene e razzola malissimo”.

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