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Il Comune insiste con le multe per ticket di sosta scaduto. E scatta l’interrogazione

Salvatore Capone, del Pd, si è rivolto formalmente ai ministeri dei Trasporti e dell'Interno che più volte hanno messo in evidenza come la sosta prolungata sia una violazione solo contrattuale e per questo non punibile con una sanzione amministrativa

LECCE – Non resta altro che l’intervento dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno per fermare il paradosso delle multe comminate dopo la scadenza del ticket per il parcheggio. E’ l’opinione del deputato del Pd, Salvatore Capone che si è così espresso attraverso un’interrogazione parlamentare su una querelle oramai cronica e tipicamente italiana.

La multa per i conducenti che lasciano in sosta la propria vettura oltre il tempo consentito dal “grattino” è pratica diffusa nelle città italiane ed è assimilata alla violazione del 15esimo comma dell’articolo 7 del sosta del Codice della strada – Regolamentazione della sosta nei centri abitati”. Si tratta in realtà di una forzatura che è stata smentita da numerosi pareri dei ministeri interessati, ribaditi nel corso di un incontro a Roma al quale ha partecipato anche il presidente dell’Anci, Piero Fassino.

Il punto è semplice: prolungare la sosta oltre il tempo indicato dal biglietto del parcometro è una violazione contrattuale e non merita certo una sanzione amministrativa. Deve essere poi il Comune, che ha competenza sulla regolamentazione della sosta, a emanare un’apposita delibera con le penali previste che comunque non devono essere vessatorie. Per Capone il rischio è che si configuri un vero e proprio introito illegittimo per l’ente attraverso una tassazione indiretta.

L’amministrazione comunale di Lecce, però, non ha mai dato ascolto a quelle indicazioni ministeriali e anzi, nel luglio scorso, ha votato una delibera che conferma l’interpretazione adottata da quando volle abolire l’avviso bonario. E non sembra voler cambiare rotta nonostante recenti sentenze del Giudice di pace e anche la presa di posizione della Prefettura che ha detto chiaramente che, nella valutazione dei ricorsi, darà seguito ai disposizioni dei Trasporti e dell’Interno.

Sull’argomento si esprime anche il coordinatore cittadino dell’Udc, Guido Gustapane: “I cittadini percepiscono che l’amministrazione, invece di operare per rendere le condizioni dei leccesi meno gravose, persegua esclusivamente l’obiettivo di rimpinguare le casse del Comune per poter disporre di altro denaro da investire come crede, anche contrapponendosi alle decisioni ministeriali e prefettizie più favorevoli ai cittadini” .

“Una buona amministrazione – ha sottolineato Gustapane – dovrebbe impiegare meglio il tempo e i soldi pubblici avendo cura di ascoltare e risolvere i problemi dei cittadini, piuttosto che concentrarsi su operazioni che rendono le loro condizioni di vita ancora più gravose, in particolare in un periodo, come quello attuale, di profonda crisi sociale ed economica”. Per l’esponente centrista la motivazione di tanta ostinazione risiede nel ricavo che le multe garantiscono all’ente, circa 300mila euro annui. Non meraviglia dunque che, sulla vicenda, i comuni, indipendentemente dal loro colore politico, si sono attestati su una linea dalla quale non sembrano intenzionati a muoversi.

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