Cariddi difende Houben: "Si, al pluralismo delle idee"

Il sindaco di Otranto difende il professore e si appella alla laicità dell'istituzione. Poi cita il caso di mons. Franco: "Dovremmo togliere anche a lui la cittadinanza?". E chiede "chiarezza" a Bruni

Houben
OTRANTO - No, a posizioni di chiusura e di contrasto al pluralismo delle idee: il monito arriva dal sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che risponde così alla proposta protocollata dal gruppo di opposizione a Palazzo Melorio di revoca della cittadinanza onoraria al professor Houbert Houben, dopo il discorso di commemorazione civile tenuto il 13 agosto scorso e le risposte della chiesa locale nella serata del 14. Il primo cittadino riscontra e sottolinea quello che ritiene il fatto più evidente, che salta agli occhi dell'osservatore esterno: "Questa minoranza - precisa - continua ad andare in modo sparso, nel senso che nella delibera di consiglio comunale, quando è stata riconosciuta la cittadinanza onoraria ad Houben, era presente il consigliere Bruni, che ha votato favorevolmente e non c'erano gli altri quattro. Oggi, invece, la proposta di revoca viene dagli altri quattro e non da Bruni. Voglio sapere se c'è una posizione univoca: Bruni deve uscire a galla e a non continuare a nascondersi a seconda delle situazioni".

"Non ci appassioniamo alle loro beghe e ai loro imbarazzi - prosegue Cariddi -, ma pensiamo alla sostanza e per questo chiedo: fermo restando che anch'io nel giorno della commemorazione, sono rimasto un po' spiazzato dal discorso e dalla relazione di Houben riguardo a certi temi, per il fatto che non eravamo in un convegno storico, dove si dà il proprio contributo di lavoro alla verità, ma in un momento di celebrazione di una comunità che si stringe intorno ai propri beati, al di là di qualche posizione assunta dal professore che è sembrata stonata nel contesto, non è che io possa avere la pretesa di far uniformare le tesi e le posizioni storiche alla mia o a quella che vogliamo sia la verità riguardo al 1480".

Cariddi evidenzia come si possano avere posizioni differenti, ma "proprio la mia cultura cristiana - afferma -, mi porta seppur non a condividere, se non altro ad accettare che ci siano altri modi di vedere e anche a confrontarmi e a discutere con i miei interlocutori, per capire poi su cosa si fondano le altrui verità": "Per noi cittadini di Otranto - chiarisce -, è innegabile che gli Ottocento siano eroi e martiri e santi, ma non bisogna chiudersi al pluralismo delle idee".

Sullo specifico dell'assegnazione della cittadinanza onoraria ad Houben, Cariddi ricorda come l'amministrazione abbia dato questo riconoscimento non guardando se la sua posizione fosse o meno conforme a quelle che sono le idee della comunità o della chiesa otrantina, ma semmai in virtù di un lavoro accademico professionale che il professore porta avanti da anni e che riguarda la storia della città tutta.

"Dopo di che mi devo chiedere - asserisce Cariddi - se il problema è il non aver rispettato le posizioni della chiesa, come mai la minoranza non esige di revocare anche la cittadinanza onoraria a Maria Corti e Carmelo Bene, che decisamente la Chiesa considera più blasfemi del professor Houben? In ogni caso, io dico che per quanto apprezzato moltissimo il discorso, l'omelia tenuta da Sua Eccellenza, monsignor Donato Negro, la sera del 14, resta sempre che un governo cittadino ed una pubblica amministrazione debbano guardare alle proprie scelte con laicità, perché non si può conformare tutto sulla tesi cristiana: Otranto, è da insegnamento in tal senso, nell'incontro tra i vari credo religiosi e le varie posizioni, che qui si sono incontrate e hanno dialogato. Allora non dobbiamo avere paura, forti del nostro credo, per saper confrontarci dialetticamente con chi la pensa diversamente da noi".
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Un ultimo passaggio il sindaco Cariddi lo dedica a monsignor Vincenzo Franco, arcivescovo emerito di Otranto e cittadino onorario della città dei Martiri, che nelle scorse settimane è apparso su tutti i quotidiani nazionali per un'intervista decisamente infelice su gay ed Islam: "Non dobbiamo dire nulla di Monsignor Franco, che esce con offese del genere a chicchessia? Mi chiedo, rifacendomi ai parametri dell'opposizione, se sia lecito o giusto mantenere la sua cittadinanza onoraria o dobbiamo porci il problema anche con lui, visto che è un'onorificenza che viene data per riconoscere un lavoro e favorire la conoscenza del nostro territorio al di fuori: non so se l'immagine di Otranto, in questo caso abbia ottenuto grande credito ad essere confusa con certe affermazioni".

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