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Casapound replica: "Noi, da sempre impegnati nel sociale. Vicenda da chiarire"

Il movimento politico lancia nell'arco della giornata due note stampa, difendendo il proprio nome e l'operato dei tanti ragazzi che aderiscono. E non mancano neanche accuse alla stampa

 

LECCE - Casapound ha inviato due note stampa, nella giornata. La prima, a margine della notizia degli arresti; la seconda nella serata. Li riportiamo integralmente, con una nostra breve replica alla prima nota.

''Mentre il processo mediatico nei confronti dei nostri quattro militanti tratti in arresto si è celebrato fin dalle prime ore del mattino, CasaPound Italia e i familiari non sono ancora al corrente di cosa realmente sia stato imputato ai ragazzi e di quali siano le prove a sostegno della loro colpevolezza''. Sottolinea la prima nota, a firma del coordinatore regionale di CasaPound Italia Puglia, Giulio Quarta.

“Gli atti ufficiali e il verbale di arresto saranno resi noti solo nelle prossime ore - aggiunge Quarta - ma sembra essere un dettaglio per le testate giornalistiche che hanno pubblicato senza riserve nomi, cognomi e indirizzi dei quattro ragazzi, di fatto innocenti fino al momento in cui non sarà dimostrato il loro coinvolgimento nell’episodio in questione. CasaPound Italia però - conclude il coordinatore di Cpi Puglia - non permetterà il massacro mediatico dei suoi militanti e adirà le vie legali nei confronti di chi ha pubblicato le generalità dei quattro incensurati'”.

Replica della testata: è solo il caso di menzionare che i cronisti di LeccePrima, come peraltro di altre testate, sono stati invitati a partecipare ad una conferenza stampa indetta dalla Digos e celebrata in Procura, dal procuratore Cataldo Motta, dove sono stati resi noti tutti i dettagli dell’operazione, ivi comprese le generalità degli indagati.

Trattandosi l’ordinanza di custodia cautelare un atto pubblico, LeccePrima ritiene di aver esercitato solo ed esclusivamente il pieno diritto di cronaca. Sarà premura di questa testata, nella correttezza che la contraddistingue, e sempre nel rispetto del dovere di cronaca, riportare anche le successive fasi dell’inchiesta ed evidenziare l’eventuale estraneità ai fatti dei quattro indagati, qualora fosse dimostrata in sede processuale.

La seconda nota è invece arrivata – come detto - nella serata. “A poche ore dall’arresto dei quattro ragazzi di CasaPound, accusati di aver procurato lesioni a un loro coetaneo nei primi giorni dell’anno, emerge la chiara volontà di accomunare il nome di Cpi a episodi di violenza e intolleranza che nulla hanno a che fare con l’operato dell’associazione. CasaPound Italia agisce da sempre alla luce del sole, operando per il bene della nazione e dei suoi cittadini e, senza alcun intento retorico, non possiamo esimerci dal ricordare l’impegno dei quattro arrestati in tutte le iniziative di volontariato, sociali e culturali che CasaPound Lecce ha condotto a livello locale e nazionale”, spiega il comunicato.

 “Chi sono i ragazzi e le ragazze di CasaPound Lecce lo sanno bene le centinaia di persone che in questi anni hanno partecipato alla raccolta di firme per promuovere le nostre proposte di legge: dal Mutuo Sociale, per combattere l’emergenza abitativa e garantire il diritto alla proprietà di una casa, a Tempo di Essere Madri, ideata per tutelare le madri lavoratrici, o ancora – prosegue la nota - a Ferma Equitalia, una petizione per limitare i poteri della società di riscossione tributi. Decine di banchetti itineranti, decine di paesi della provincia coinvolti e di cittadini entusiasti delle nostre proposte; tutto alla luce del sole, tutto nella massima trasparenza, tutto sempre regolarmente autorizzato”.

“Chi sono i ragazzi e le ragazze di CasaPound Lecce lo sanno bene i cittadini terremotati di Poggio Picenze, ai quali abbiamo fornito il nostro aiuto insieme ai militanti di Cpi provenienti da tutta Italia, lo sanno bene i senzatetto ai quali abbiamo procurato coperte e vestiti nuovi, lo sanno gli operai della manifattura tabacchi e dell’Omfesa, al fianco dei quali abbiamo manifestato e ai quali continueremo a fornire il nostro appoggio”, prosegue il comunicato.

“Chi sono i ragazzi e le ragazze di CasaPound Lecce lo sanno bene tutti gli studenti, medi e universitari, che seguono con interesse programmi e iniziative del Blocco Studentesco, in funzione di scuole e università pubbliche e garanti di una formazione imparziale e qualificata. Chi sono i ragazzi e le ragazze di CasaPound Lecce lo sanno bene tante, tantissime persone; probabilmente troppe per chi ha interesse a mantenere inalterato lo stato attuale delle cose, per chi è disposto a trarre vantaggio personale da certe vicende e non ha scrupoli a condannare senza appello quattro giovani ragazzi incensurati, il cui coinvolgimento nella vicenda è ancora tutto da chiarire”.

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