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"Casarano piomba nel degrado": la ricetta di Memmi per reagire

L'avvocato, figlio del politico Dc Luigi Memmi, è l'uomo della coalizione di centrosinistra. "La città deve ritagliarsi un ruolo di rilievo nel circuito turistico"

CASARANO – Mauro Memmi, 53 anni di Casarano, è l’uomo chiave della coalizione di centrosinistra per la guida della città. Il fronte d’opposizione all’attuale amministrazione guidata da Gianni Stefàno vede schierati Pd, Udc e liste civiche trasversali e di centrodestra: con questa formazione, capeggiata dall’avvocato Memmi, si proporrà alle prossime elezioni comunali di giugno.

Il nome del professionista è noto in città, non tanto per l’impegno politico sul campo, quanto per l’eredità lasciata dal padre, Luigi Memmi: sindacalista Cisl, sindaco alla fine degli anni ’70 e contemporaneamente deputato della Democrazia Cristiana, eletto in parlamento nell’83. L’avvocato ha quindi ascoltato i suggerimenti degli amici più stretti e si è messo in gioco in questa tornata elettorale, mosso dall’intenzione di risollevare le sorti della città, più che da un impulso ideologico.

“Non ho alle spalle una carriera politica culminata nella candidatura a sindaco – spiega lui stesso -: è vero che ho respirato politica sin da giovane, e forse anche per questa ragione mi sono tenuto ai margini della scena, ma se ho scelto di impegnarmi ora perché il degrado in cui versa Casarano m'impone di fare qualcosa”.

Lo slancio partecipativo dell’aspirante primo cittadino poggia, dunque, su una considerazione: la città, punto di snodo per svariati comuni del comprensorio, ha gradualmente perso la centralità della scena nel basso Salento. Prima punto di riferimento del settore calzaturiero e manifatturiero, centro nevralgico del commercio, della sanità territoriale grazie all’efficienza dell’ospedale Ferrari; ora declassata a comune marginale, stroncata dalla desertificazione economica, incapace di una visione politica di lungo termine e ad ampio raggio.

“Il degrado di cui parlo è innanzitutto economico, perché il tessuto produttivo è stato messo in ginocchio dalla crisi ed il commercio è sfiorito: le piazze sono vuote, i negozi quasi deserti e si respira un clima di grigia rassegnazione – spiega Memmi -. Lo stesso volto della città, la sua storica immagine è stato colpito dalle recenti vicende di cronaca nera, dall’omicidio cui l’amministrazione cittadina non ha saputo reagire”.

Il deperimento di Casarano, avvisa lui, è anche di tipo morale e culturale: “Si è spento l’entusiasmo dei giovani che invece dovrebbero aggregarsi intorno ai temi della legalità e della solidarietà. Mancano le iniziative di carattere culturale e una programmazione del futuro. La città deve rimettersi in piedi e tornare allo splendore del suo recente passato, quando era un punto di riferimento per il Sud Salento e per una popolazione che complessivamente conta 150 mila abitanti”.

Memmi non risparmia una tirata d’orecchi all’amministrazione uscente, “rea” di aver abbandonato Casarano ad una situazione di perdurante stallo economico: “La giunta ha le mani legate sul versante degli investimenti e della programmazione degli interventi infrastrutturali perché commissariata sul versante economico: questa amministrazione ha volutamente dichiarato lo stato di dissesto, pur non essendoci i presupposti, e ciò fa sentire i suoi effetti – precisa lui -. Per mancanza di volontà o forse incapacità, l’economia ristagna mentre prioritaria è, a mio avviso, la capacità di attrarre fondi da investire in opere pubbliche. Esistono situazioni che si trascinano da anni, come il cantiere della rotatoria Casarano – Collepasso fermo da circa 5 anni: l'amministrazione non è riuscita neanche a sollecitare la Provincia per la conclusione dei lavori. Ed è solo un esempio: c’è tanto da fare”.

La prossima giunta sarà chiamata ad un lavoro importante ma, senza pretendere miracoli, si può immaginare un punto di partenza: “Una delle priorità è la capacità di ritagliare, per Casarano, un ruolo di rilievo nel circuito turistico salentino, sfruttando la forte attrattività del territorio nel panorama nazionale e straniero. Non possiamo competere con Otranto o Gallipoli, ma dobbiamo guardare con lungimiranza al turismo, programmando un adeguato calendario di eventi culturali ed artistici, puntando sull’enogastronomia e le strutture ricettive”.

Infine, Memmi leva gli scudi in difesa dell’ospedale Ferrari, destinato ad un declassamento in virtù del piano di riordino ospedaliero: “Casarano paga lo scotto di una certa marginalità politica, non avendo più rappresentanti istituzionali pronti a difendere l’ospedale, come invece è accaduto a Gallipoli e Scorrano. Ma io ho preso un impegno chiaro: continuerò la mia battaglia in difesa del Ferrari ovunque, anche nelle sedi istituzionali competenti”. 

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