Il nodo aggrovigliato delle case popolari tra occupanti e morosi

In commissione Servizi Sociali resi noti i dati che si vanno consolidando mentre va avanti la faticosa ricognizione del patrimonio abitativo dell'ente. In vista una convenzione con Arca Sud

Le case popolari in via della Repubblica.

LECCE - Tre inquilini su quattro risultano morosi rispetto al pagamento del canone di locazione. Mentre l'ufficio Casa del Comune sta affrontanto l'ultimo tratto del percorso di ricognizione sul patrimonio abitativo dell'ente, trova conferma l'alto tasso di irregolarità di cui già si era discusso circa un mese addietro. Oggi c'è stato un aggiornamento, nel corso della commissione Servizi Sociali, presieduta da Saverio Citraro, alla quale ha partecipato l'assessora Silvia Miglietta, insieme al dirigente Antonio Guido e ai funzionari del settore.

Carenza di personale e di supporti

Il Comune possiede 611 alloggi, che si vanno ad aggiungere ai circa 2mila e 500 gestiti da Arca Sud, ente al quale l'amministrazione cittadina vorrebbe affidare le proprie case: è in fase di preparazione una convenzione, a costo zero per le casse pubbliche. L'esponente del governo cittadino ha spiegato che sarebbe la soluzione migliore per ragioni di efficienza nella gestione dell'insieme delle case popolari di Lecce, con la possibilità di sollevare il personale dell'ufficio da gravosi compiti affrontati con organico ridotto e con supporti informatici quasi inesistenti.

I dubbi di Poli Bortone e Scorrano

Quest'ultimo aspetto relativo alla carenza di strumentazioni adeguate ha provocato l'intervento del consigliere Gianpaolo Scorrano, polemico nei confronti dell'attuale vice sindaco, Alessandro Delli Noci, già assessore all'Innovazione Tecnologica della giunta Perrone. La consigliera Poli Bortone ha espresso perplessità per questo orientamento, parlando di un atteggiamento cinico e politicamente rinuciatario rispetto alla responsabilità della gestione di una questione estremamente rilevante, come quella degli sfratti: insomma, come se il Comune volesse lavarsene le mani. L'assessora ha spiegato che in ogni caso l'amministrazione resterebbe in prima linea, esattamente come lo è adesso: è il Comune, infatti, che sancisce la decadenza da un'assegnazione e che interviene con i propri assistenti sociali e con i vari strumenti di affiancamento a situazioni di particolare disagio, anche in relazione ad alloggi di proprietà di Arca Sud, cioè senza alcuna distinzione. 

Gli sfratti e le occupazioni: i numeri

Silvia Miglietta ha anche chiarito, in risposta alcune domande dei consiglieri presenti sulle morosità cosidette incolpevoli, che non sono i mancati pagamenti a determinare gli sfratti - mezza dozzina da settembre a oggi -, ma situazioni più spinose che vengono affrontate nella cabina di regina permanente attivata presso la prefettura, dove siedono anche i rappresentanti delle forze dell'ordine.  

L'assessora ha poi riferito che le occupazioni sine titulo, cioè abusive, di alloggi di proprietà del Comune sono oggi 43, il 7 percento del totale e che nel lavoro di ricostruzione in corso emergono casi che vengono portati all'attenzione della procura della Repubblica e della guardia di finanza. Del resto, la gestione delle case popolari è al centro di un'inchiesta dalla quale è scaturito un procedimento giudiziario nel pieno del suo svolgimento e che vede indagati diversi ex amministratori della cosa pubblica.

Il nodo delle case popolari rimane dunque estremamente attuale e non solo per i risvolti giudiziari. La scarsa disponibilità di immobili a fronte della domanda dei cittadini, risente, infatti, anche del fenomeno delle occupazioni abusive che determinano un ulteriore rallentamento nello scorrimento della graduatoria, a cui pure si sta tentando di dare un'accelerata: da maggio scorso sono state fatte sedici assegnazioni.

Nel corso della seduta di commissione si è accennato anche alla restituzione ad Arca Sud di 24 alloggi, in viale della Repubblica, che erano stati dati molti anni addietro al Comune per far fronte a situazioni di emergenza abitativa e che, nel corso del tempo, sono stati assegnati in via definitiva.

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