Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Caso Fiorentino e gestione case popolari, le tre domande di Salvemini

Secondo l'esponente di minoranza è viva la necessità di capire perché la procura è stata informata dell'occupazione solo sei mesi dopo la denuncia

Carlo Salvemini.

LECCE - La minoranza incalza sulle politiche per la casa. Per domani è in programma una conferenza stampa di tutti i gruppi consiliari che si oppongono alla maggioranza di centrodestra, ma, dopo la commissione che si è tenuta ieri, il consigliere Carlo Salvemini pone tre domande sulla drammatica vicenda di Giuseppe Fiorentino.

Gli interrogativi partono da alcune premesse che sono state acclarate, documentazione alla mano: la comunicazione di notizia di reato è partita dal comando di polizia locale a febbraio scorso, circa sei mesi dopo la denuncia con la quale l'uomo dichiarava alla polizia di aver subito minacce e intimidazioni una volta ricevuto in assegnazione un alloggio di via Pistoia. La prima domanda verte proprio su questa tempistica, posto che già il 3 giugno gli agenti di polizia locale accertavano la presenza di un altro nucleo familiare in quella abitazione (gli occupanti si sono giustificati dicendo di aver ricevuto le chiavi dallo stesso Fiorentino).

La seconda mira a comprendere perché l'ufficio Casa sia da qualche tempo stato assegnato alla responsabile dell'avvocatura comunale e non sia invece incardinato nel settore dei servizi sociali. L'ultima, infine, riguarda la composizione dello stesso ufficio: "perché non dispone ancora del personale necessario (dipendenti comunali, assistenti sociali, agenti di polizia municipale distaccati) e può contare solo su tre unità di cui due ausiliari Lupiae"?

"L'emergenza abitativa in città - ha commentato Salvemini - è questione sociale di grande rilievo che richiama tutti gli amministratori pubblici ad un supplemento di impegno e rigore: per questa ragione è legittimo accertare lo svolgimento dei fatti; per questa ragione è doveroso pretendere accertamento di eventuali responsabilità; per questa ragione c'è la necessità di capire se l'Ufficio Casa del comune è organizzato adeguatamente per rispondere alla gravosità dei compiti assegnati. Anche per rispetto a Giuseppe Fiorentino che un tetto dove dormire non l'ha più avuto ed è morto poche settimane fa".

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