Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Caso Ilva, “Il Salento si costituisca parte civile per disastro ambientale”

È questa la proposta contenuta in una relazione dell'avvocatessa di Ruffano, Maria Angela D'Amico, che puntualizza i dati sull'incidenza ambientale e sulla salute dei cittadini salentini del gigante industriale di Taranto

RUFFANO - “Il Salento si costituisca parte civile contro l’Ilva di Taranto”. È questa la proposta dell’avvocato di Ruffano, Maria Angela D’Amico, espressa in una relazione in merito al processo sul procedimento penale che vede coinvolti gli esponenti dell’industria tarantina, accusati di disastro ambientale. Una possibilità per le persone e il territorio leccesi di vedersi riconosciuti “parti offese” e, dunque, civili, nella vicenda.

L’avvocato di Ruffano cita le dichiarazioni del dottor Giuseppe Serravezza, oncologo e responsabile della Lilt Lecce, nelle quali si fa riferimento ai dati che dimostrerebbero l’incidenza ambientale che l’inquinamento tarantino ha avuto sul territorio salentino e sulla salute dei cittadini.

Nello specifico, la relazione è un appello ed un invito rivolto a tutti gli amministratori che dovrebbero prendere in seria considerazione l'opportunità di un sostenere l'accusa e chiedere un risarcimento dei danni causati dal disastro ambientale: “E questo compito è oggi – dichiara nella relazione l’avvocatessa - prerogativa di chi amministra il territorio che non può far finta di niente girando lo sguardo altrove, perché è proprio quest’atteggiamento che ha ingrossato le condizioni di malattia e di morte”.

La relazione può essere letta integralmente qui https://dirittiumanierisarcimento.blogspot.it/2012/11/processo-ilva-il-salento-parte-offesa.html

 

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