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Caso Ripa, Perrone alle opposizioni: "Mi fate comodo"

Il sindaco interviene a difesa dell'assessore ma Salvemini rilancia: "La responsabilità politica obbliga gli amministratori a un supplemento di trasparenza e coerenza nello svolgere il proprio ruolo"

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LECCE - Dopo la conferenza stampa delle opposizioni sul caso relativo all'assessore al Traffico, Giuseppe Ripa, arriva la presa di posizione del primo cittadino ma anche quella di colui che ambisce a sfidare Paolo Perrone alle prossime amministrative, e cioè Carlo Salvemini. Due punti di vista diametralmente opposti.

"Ci ritroviamo, ancora una volta, di fronte ad un'opposizione scandalistica, pronta a gridare al lupo al lupo e a sguazzare nel torbido", commenta il primo cittadino di Lecce. "Ogni occasione diventa buona per chiedere le dimissioni di qualche assessore. Era già successo per futili motivi per l'assessore Monosi, ora accade analogamente per l'assessore Ripa. Invece di pensare ad entrare nel merito dei problemi di questa città - e condividere da un lato, il percorso di risanamento già avviato in tempi non sospetti da questa amministrazione e che sta dando buoni risultati e, dall'altro, dare atto dell'attività di rilancio della città attraverso l'apertura di innumerevoli cantieri per la realizzazione di strade, monumenti e parchi - il centrosinistra preferisce la politica degli schiamazzi pensando così di attirare consensi e simpatie. Ma non è così".

"Come già accaduto in passato - prosegue Perrone - questa vicenda finirà per diventare un boomerang per Rotundo e compagni. Ricordo, al caro onorevole, come andò a finire la vicenda Iskenia: il polverone sollevato durante la scorsa campagna elettorale servì a raggiungere un solo risultato nei mesi seguenti, il rinvio a giudizio di Rotundo per diffamazione nei miei confronti. Dal canto suo, l'assessore Ripa ha già chiarito ampiamente la sua posizione. Il caso, dunque, non esiste. Chi insiste con queste elucubrazioni ha sbagliato indirizzo".

"A me personalmente fa comodo avere un'opposizione riottosa, denigratoria e diffamatoria guidata dal trio Rotundo-Pankiewicz-Cazzella. Ma una siffatta opposizione non fa bene ai cittadini che vorrebbero invece conoscere le proposte del loro progetto di città da confrontare con il nostro. Per avanzare proposte, tuttavia, bisogna avere delle idee, quelle che a Rotundo e compagni mancano".

Salvemini: "Il condono risolve un problema con l'erario ma non cancella l'inopportunità politica. Chi evade può fare l'assessore?"

Molto distante la valutazione di Carlo Salvemini: "Quello che dovrebbe di più interessare i cittadini, non è tanto il rilievo di incompatibilità giustamente sollevato. Quanto un elementare principio di responsabilità politica: quello che assegna agli amministratori pubblici un inevitabile supplemento di trasparenza, rigore, coerenza nell'assolvimento dei propri compiti. E quindi, banalmente: si può ambire al ruolo di assessore comunale quando si è stato per anni, addirittura durante il proprio mandato, evasore di tributi locali?"

"Se il ricorso al condono risolve il conflitto con l'erario - precisa l'unico candidato per ora certo alle primarie del centrosinistra - non cancella l'incredibile incongruenza di un amministratore pubblico che siede in giunta, approva ambiziosi progetti di recupero dell'evasione tributaria per scoprire i furbetti, e come imprenditore privato si trova dalla parte di chi s'è fatto beffa del Comune che oggi anche lui rappresenta".

"Il tema a me pare questo. E sorprende che persone avvedute come Erio Congedo e Luigi Coclite non lo colgano soffermandosi alla superficie della questione. Proprio ieri il Presidente di Confcommercio nel corso dell'assemblea nazionale ha giustamente ricordato che chi evade mina le fondamenta del patto di cittadinanza. Se questo vale per i cittadini comuni figurarsi per gli amministratori pubblici. Ecco perchè arrivati questo punto poco importa di sapere se l'assessore ha pagato o meno. Quello che conta è il prima e il durante, cioè l'evasione tributaria compiuta a danno dell'interesse pubblico che si rappresenta".

"Di questo dovremmo principalmente parlare . Perché - conclude Salvemini - una classe dirigente che pretende di essere giudicata esclusivamente attraverso le norme del codice penale, civile tributario e non anche facendo ricorso al valore dell'etica pubblica, dimostra di aver smarrito il senso della propria funzione e del proprio ruolo. Contribuendo in modo determinante alla caduta di consenso che la politica riscuote presso i cittadini".

Pagliaro: "L'operato di un amministratore si valuta per ciò che fa per la città"


E sulla vicenda prende posizione anche l'assessore alla Sanità del Comune di Lecce, Alfredo Pagliaro, il quale ritiene che "l'operato di un amministratore debba essere valutato per quello che fa per la città. Fatti personali di lavoro dovrebbero esulare da qualsiasi commento specie se, a volte, per un disguido che può sempre nascere, i fatti si confondono. Sono certo che l'assessore Ripa, da buon amministratore qual è, aveva già pensato di assolvere a qualsiasi compito come da buon cittadino", conclude.

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