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Disseccamento ulivi e caso "Xylella". Gli ambientalisti passano alla diffida

Dura presa di posizione del Forum Ambiente e del Coordinamento civico per la tutela del territorio: avvertimento alle autorità ad ogni livello di competenza contro l'uso di strategie chimiche e di eradicazione degli esemplari

LECCE - Diffida all'Europa sul caso del batterio "Xylella" e sul disseccamento precoce degli ulivi salentini. Il Forum Ambiente e il Coordinamento civico apartitico per la tutela del territorio e la salute del cittadino, dopo le proteste delle scorse settimane in riferimento ad un'emergenza fito-sanitaria "tutta da verificare" e a quello che è stato definito "un attacco al paesaggio e alla biodiversità anche in deroga a  norme e vincoli regionali, nazionali, comunitarie" passano dalle parole ai fatti, annunciando un atto di diffida alle istituzioni europee, ministeriali, regionali, locali e sanitarie (tra cui Commissione fitosanitaria Ue, Commissario Agricoltura Ue, Commissario Salute Ue, Presidente commissione agricoltura Parlamento europeo, European Food Safety Authority, Ministro Agricoltura del governo italiano, assessore agricoltura della Regione Puglia, Osservatorio fitosanitario Bari).

Per gli ambientalisti, infatti, dalle nozioni scientifiche sino ad oggi emerse non sarebbe dimostrabile che sia il batterio a causare il disseccamento di alcuni esemplari di ulivi, non dando giustificazione alcuna all'applicazione paventata di un regime di quarantena "nocivo per la salute pubblica e chimico-eradicativo finanziato con fondi pubblici".

Pertanto, si diffidano formalmente gli enti, ciascuno per la propria competenza, dall’adottare misure irreversibili quali l'espianto degli alberi d'olivo e di altre specie come mandorli, querce, oleandri, ecc. Inoltre, si invita a non impiegare prodotti fitosanitari di chimica industriale (diserbanti, disseccanti, pesticidi antifungini, etc. etc.) nelle definite strategie di lotta integrata e a non consentire l'impiego dei 2 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia ai consorzi di bonifica per l'aggressione e cancellazione della flora lungo i canali e degli insetti con pratiche chimiche, "lontane da ogni buon principio di agricoltura biologica e di agro-ecologia".

Inoltre si chiede di non consentire l’impiego di parte dei 5 milioni di euro (o più) stanziati dall'attuale legge di stabilità dal parlamento e dal governo italiano per opere di eradicazione  degli alberi o per interventi chimici (insetticidi ed erbicidi) sul territorio; quindi, di non permettere o propagandare l'impianto, la produzione e la diffusione nei vivai salentini, come nelle aree oggi olivetate e nel resto del Salento e del territorio pugliese, di altre varietà d'olivo, o  di altre colture, presentate, con la scusa, come resistenti alla Xylella, o meno, frutto di ibridazioni (contaminanti rispetto al patrimonio di cultivar locali tradizionali), varietà biotech magari anche proprio brevettate, e/o addirittura Ogm, da organismi geneticamente modificati.

Si chiede di avere prudenza nella valutazione e di favorire pratiche di agricoltura volte a risanare i terreni olivetati contaminati da troppa agrochimica industriale attraverso l'applicazione dei principi dell'agro-ecologia e le filosofie dell'agricoltura biologica, fondate sull'incremento della biodiversità. Inoltre, in autotutela, si invitano gli enti a provvedere, alla sospensione e blocco dei finanziamenti pubblici già eventualmente stanziati nel verso delle pratiche chimico-eradicative dannose al territorio.

Qualora non fossero osservate queste indicazioni di "minimo buon senso", i comitati ambientalisti avvertono che si rivolgeranno alle competenti vie legali in sede giurisdizionale per il perseguimento dei colpevoli: "I contadini e i cittadini del Salento - spiegano -, già danneggiati pesantemente dall’allarmismo legato all’ipotesi 'quarantena', non possono subire e non permetteranno ulteriori danni dall’imposizione di irreversibili misure quale l’espianto e o la contaminazione chimica dei suoli e delle acque, e sono pronti per questo a rivolgersi a tutte le autorità giudiziarie nazionali ed internazionali. Inoltre, il territorio si sta attivando anche per la cura del danno d’immagine gravissimo già subito con conseguenze incalcolabili".

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