Per le casse del Comune boccata d'ossigeno. Ma il fabbisogno è di molto superiore

Con entrate tributarie fortemente ridotte per l'emergenza sanitaria, gli enti locali hanno bisogno di risorse per garantire i servizi. Ma dal governo un impegno che non basta a soddisfare le richieste

L'ingresso di Palazzo Carafa.

LECCE - Dal governo sono in arrivo nelle casse di Palazzo Carafa 5,6 milioni di euro, di cui uno e mezzo in tempi ristretti per ripristinare i flussi di cassa. La richiesta dei Comuni italiani di trasferimenti straordinari per compensare le minori entrate tributarie nel periodo del lockdown è stata accolta solo in parte dall'esecutivo: nel decreto legge "Rilancio" la voce "Fondo per l'esercizio delle funzioni fondamentali degli enti territoriali" prevede lo stanziamento di 3,5 miliardi di euro complessivamente, ma secondo le stime dell'associazione dei Comuni ne sarebbero serviti almeno cinque. 

Una boccata d'ossigeno, dunque, e poco altro, tanto che il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha annunciato un taglio della spesa corrente per circa 14 milioni di euro per poter chiudere il bilancio di previsione 2020 (gli enti locali hanno l'obbligo del pareggio di bilancio). Insomma, per il Comune di Lecce, che si trova già impegnato in una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale per correggere una situazione di fragilità prutroppo consolidata,  i tempi sono duri: "Un'operazione che mi costringe a trattenere il fiato - ha scritto il primo cittadino in un post - come riportano tutte le agenzie di stampa nazionale il rischio che i comuni falliscano non è una minaccia ma una concreta possibilità". Intanto l'amministrazione comunale ha formalizzato l'esenzione dal pagamento della parte variabile della Tari per i due mesi di chiusura delle attività produttive: "Questo significa - ha dichiarato il sindaco - un ulteriore attenzione agli operatori economici oltre quelli già disposti a livello nazionale e regionale. quindi la bolletta Tari i mesi di marzo e aprile sarà più leggera".

Per quanto riguarda l'erogazione della seconda tranche dei buoni spesa, il Comune attende il trasferimento delle risorse già annunciato dalla Regione per circa 220mila euro e confermato proprio oggi nel corso della seduta della giunta presieduta da Michele Emiliano: "Ribadisco - ha chiarito Salvemini - che l'amministrazione non disattende impegni pubblicamente assunti: i buoni spesa del mese di maggio, previsti come scelta nonostante il bonus del governo fosse una tantum e destinato solo per il mese di aprile, saranno accreditati agli aventi diritto che lo hanno già ricevuto ad aprile (per il medesimo importo) non appena riceveremo la seconda tranche del finanziamento previsto dalla Regione Puglia per iniziative di pronto intervento sociale. Non ci siamo dimenticati di chi è in difficoltà, tutt'altro. Ricordo a tal proposito il numero di telefono del nostro centro di raccolta alimentare cui rivolgersi per richieste di consegna di pacchi alimentari 0832-230049".

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La critica di Guido: "Non ce la stanno facendo"

Sui tempi d'attesa si è pronunciato il consigliere di minoranza, Andrea Guido: "Per la gestione della distribuzione, al netto delle polemiche e delle iniziative giudiziarie strumentali, sono stati coinvolti, a dire della stessa amministrazione, l'assessorato all’Innovazione tecnologica, il settore Welfare, la ditta Transcom, Alma Roma e Protezione civile. Un vero e proprio esercito. Mi chiedo, a questo punto, se è necessario coinvolgere qualche altro operatore o ente o se, magari, posso andare anche io a dare una mano, visto che, da soli, non ce la stanno facendo. E la gente è sempre più disperata. È vero che il virus pare stia facendo marcia indietro, almeno qui, sul nostro territorio, ma vorrei ricordare che gli strascichi che ha lasciato, soprattutto nelle fasce deboli, rappresentano ancora una grande e drammatica emergenza.

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