Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Castellino riapre? Dubbi e polemiche sulla discarica

Dopo l'incendio nei pressi dell'area della ex discarica del 21 agosto si infiamma il dibattito sulla messa in sicurezza del sito. Il consigliere Antonazzo chiede lumi. Il sindaco: "No a riapertura"

foto_darchivio_ingresso_Castellino

NARDO' - Rifiuti, incendi e polemiche. In terra neretina torna ad aleggiare lo spettro della discarica di Castellino. E il dibattito, neanche a dirlo, s'infiamma. La politica è in subbuglio, mentre il primo cittadino, Marcello Risi ha tentato di tacitare sul nascere gli animi, escludendo ipotesi, a suo dire "fantasiose", di una possibile riapertura della discarica. "Che non può e non deve riaprire" il monito che giunge da Palazzo di città. E che accomuna il pensiero comune dei cittadini neritini che dopo anni di battaglie e proteste, e sotto l'egida dell'allora primo cittadino Antonio Vaglio, sono riusciti a vincere la loro civile battaglia per la salvaguardia della salute e dell'ambiente. Ora si insinua il dubbio e il sospetto. Galeotto è stato l'incendio del pomeriggio del 21 agosto scorso che ha interessato una vasta area della contrada di Castellino. Discarica compresa. E la necessità manifesta di intervento per la messa in sicurezza del sito.

E qui le opposizioni di Palazzo Personè hanno registrato una discrasia tra le indicazioni ribadite dal primo cittadino Risi e le ipotesi di soluzione avanzate dall'assessore all'Ambiente, Flavio Maglio. Tra le quali, a quanto pare, ci sarebbe anche quella di una riapertura della discarica finalizzata a colmare il tratto "lacerato" dalle fiamme. E anche sulla natura dell'incendio che ha interessato Castellino si continua ad indagare per accertare la sua natura. Doloso o accidentale? Il mistero è ancora in piedi.

E sulla questione, oggi si è mobilitato anche di presidente dell'Associazione nazionale per la tutela dei diritti, Salvatore Antonazzo. Che interviene anche nella doppia veste di consigliere comunale dell'Udc e di presidente della Commissione Urbanistica e Ambiente del comune neretino. "In primo luogo ritengo che si debba, preliminarmente, stabilire la natura dell'incendio che ha interessato la predetta discarica" scrive in una nota Antonazzo, "atteso che, se si dovesse trattare di incendio doloso, l'episodio meriterebbe diversa attenzione ed un immediato incontro tra l'Amministrazione comunale e gli organi di polizia, in primis con il Prefetto di Lecce, attesa la indubbia gravità di un simile episodio".

"Indipendentemente dai motivi che hanno scatenato l'incendio - prosegue Antonazzo -emerge evidente la immediata necessità di una messa in sicurezza della discarica di Castellino. Tale passaggio" continua il consigliere, "si rende propedeutico a qualsiasi ipotesi di riapertura del sito atteso che, se si dovesse ripetere quanto già accaduto, vi sarebbero innegabile e gravissime ripercussioni sulla salute non solo della cittadinanza neretina, ma anche della popolazione presente nei paesi limitrofi".

Il presidente della Commissione ambiente, organico alla maggioranza, ravvisa anche che "allo stato non solo non si conoscono le sostanze presenti all'interno della discarica, ma non si può escludere la natura altamente tossica e cancerogena delle eventuali esalazioni fumose che verrebbero liberate a seguito di nuovi fenomeni incendiari. Pertanto ipotizzare la riapertura della discarica si presenta come altamente pericoloso per la salute pubblica e, sicuramente, i rischi connessi a tale scelta sono così alti da non meritare la minima attenzione".

Lo stesso Antonazzo conviene con il primo cittadino Marcello Risi che "si rende assolutamente necessario istituire un tavolo tecnico che abbia il compito di predisporre un piano di messa in sicurezza del sito, non solo con riferimento alla situazione ambientale presente, ma anche con la finalità di predisporre quanto necessario per salvaguardare la salute pubblica. Come noto le sostanze normalmente presenti all'interno di una discarica sono potenzialmente pericolose non solo per quanto attiene alla loro combustione, ma anche con riferimento alle esalazioni ed all'inquinamento della falda acquifera. Sotto tale aspetto compito del tavolo tecnico deve essere quello di individuare le corrette soluzioni che rendano il sito del tutto innocuo per i cittadini di Nardò. In tale ambito al citato Tavolo tecnico dovrebbero far parte, oltre agli organi a ciò deputati dall'Amministrazione comunale, anche soggetti designati dalle Associazioni ambientaliste più rappresentative e dall'Azienda sanitaria locale di Lecce. Solo in tal modo l'Azione Pubblica potrebbe veramente essere efficace e raggiungere la finalità di rendere veramente sicura la discarica in ogni suo aspetto".

Il sindaco Marcello Risi: "La discarica non può e non deve riaprire. Subito la messa in sicurezza"
Dal palazzo comunale il sindaco Marcello Risi ha già spiegato in questi giorni la sua posizione rendendo edotta anche la stampa. E il concetto non cambia: "L'ipotesi della riapertura della discarica di Castellino esiste solo nella testa della minoranza. O meglio dei loro esponenti che tornano a proporre l'argomento della riapertura della discarica di Castellino" spiega il sindaco di Nardò, "ma anche loro dovrebbero sapere quello che sa tutta la città: la discarica di Castellino, uno sfregio nel cuore della nostra comunità, non può e non deve riaprire. Diventa, anche per questo, urgente la messa in sicurezza del sito con le modalità che saranno ritenute più opportune dagli esperti".


E conclude Risi indicando l'iter intrapreso dall'amministrazione: "Chiederò al Consiglio comunale di nominare al più presto la Consulta per l'Ambiente perché possa esprimersi anche su questo importante argomento. Se la nomina non dovesse avvenire in tempi brevi, con l'assessore all'Ambiente, Flavo Maglio, ci confronteremo con i componenti della Consulta per l'Ambiente decaduta con lo scioglimento del Consiglio e altre personalità indicate da Legambiente e dal Comitato per la tutela del Paesaggio. L'ipotesi della riapertura della discarica non esiste". Almeno per ora.

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