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Castello di Casamassella, è bufera politica

Ad Uggiano prime reazioni dopo la sentenza del Tar sfavorevole al Comune. Il sindaco Licci: "Possiamo impugnarla". Ma dall'opposizione si levano voci contro l'ex primo cittadino ed attuale vicesindaco

E' tempo di reazioni ad Uggiano, dopo la sentenza del Tar sul Castello di Casamassella, che LeccePrima ha raccontato in un articolo, pubblicato ieri. A parlare è Luigi Licci, neo sindaco che subito afferma: "Non sono affatto sorpreso dalla sentenza del Tar. E comunque stiamo già studiando coi nostri avvocati le carte relative al ricorso al Consiglio di Stato, che presenteremo a breve". Il primo cittadino continua: "Chi ha letto la sentenza ha compreso che essa è impugnabilissima; gli stessi proprietari hanno fatto più volte riferimento al diritto di prelazione e, quando si è proceduto, lo si è fatto con l'appoggio del ministero competente. L'attuale amministrazione continuerà a perseguire l'obiettivo della proprietà di questo importantissimo bene storico e culturale".

Quindi, Licci si lascia andare ad una considerazione politica: "Trovo scandaloso l'assurdo atteggiamento della minoranza che, senza tener conto delle reali necessità della comunità, ha addirittura gioito della sentenza, riempiendo il paese di volantini denigratori nei confronti della precedente amministrazione". Il sindaco chiude, ostentando fiducia: "Siamo determinati ad ottenere questo bene e potranno fare ciò che vogliono, ma alla fine il castello sarà della comunità cittadina". Di tutt'altro avviso Mino Cartelli, consigliere di opposizione del Movimento Sociale- Lista Rauti, che indica, nella vicenda, un responsabile: "L'ex sindaco, Maria Cristina Rizzo, dovrebbe lasciare il suo attuale incarico di vice sindaco, oltre che rassegnare subito le dimissioni da consigliere. Questi danni sono i cattivi frutti della sua gestione amministrativa, perpetrati per quasi un decennio. C'è bisogno di un'aria amministrativa diversa".


Cartelli continua sarcastico: "Naturalmente l'avvocato Rizzo deve le scuse a tutti coloro, fra i quali il sottoscritto, che sono stati ingiuriati ed apostrofati in campagna elettorale come incapaci ed incompetenti. Gli "incompetenti" hanno avuto ragione, però. Ora lei torni a fare l'avvocato, visto che ha dimostrato di non masticare bene certe questioni di giurisprudenza?"

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