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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica Castro

Eolico marino, si levano gli scudi: “Non si fa così la transizione ecologica”

L'amministrazione di Castro preoccupata, un'interrogazione di Pagliaro all'assessora Maraschio, l'affondo di Sinistra italiana e di Casili: dubbi e perplessità sul progetto presentato nei giorni scorsi

LECCE – Il progetto dello sviluppo di un grande impianto di energie rinnovabili davanti alla costa salentina, nel Canale d’Otranto, in un tratto compreso fra Porto Badisco e Castro, presentato nei giorni scorsi da Falck Renewables e BlueFloat Energy, sta già provocando scossoni nel Salento. Ed era scontato. L’idea non piace, solo il pensiero di enormi pale giganti che si stagliano all’orizzonte toglie il sonno a più di qualcuno ed è uno di quei temi che sembrano fin da subito trasversali nel trovare oppositori.  

Il giorno stesso della presentazione, Alberto Capraro, vicesindaco di Castro, ha da subito manifestato forte perplessità per l’impatto visivo davanti alla Perla del Salento e per le eventuali ricadute sulla pesca, giusto per citare un paio di argomenti.  E il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani, chiedendo alla Regione di “schierarsi dalla parte del territorio senza tentennamenti e senza condizioni”, ha annunciato ieri la presentazione di un’interrogazione urgente all’assessora regionale all’ambiente, Anna Grazia Maraschio, definendo quello presentato un “piano scellerato”.

“Parliamo di un parco colossale da realizzare a 15 chilometri dalla costa, con 90 pale eoliche galleggianti di 12 Megawatt ciascuna, per un totale di oltre un Gigawatt di potenza. Pale alte circa 250 metri sul livello del mare, che sarebbero un pugno nell’occhio all’orizzonte. C’è poi un punto di connessione a terra – ha aggiunto Pagliaro - in cui far passare il cavidotto, ed è stato individuato in un’altra località splendida, La Fraula, in territorio di Santa Cesarea Terme”.

“Le manovre di avvicinamento all’obiettivo sono partite da tempo: nei mesi scorsi il gruppo Falck ha avviato la fase preliminare alla valutazione ambientale con il ministero per verificare la fattibilità dell’operazione, e ha già incontrato sul territorio leccese associazioni ambientaliste, sindacati e industriali - ha detto, ancora, Pagliaro, aggiungendo che - ha anche chiesto d’incontrare la Provincia di Lecce e una quindicina di Comuni della zona fra Otranto e Castro”. E dicendosi contrario a “questo assedio”.

Oggi, rincara la dose Danilo Scorrano, segretario provinciale di Sinistra italiana, il quale rimarca il fatto che sia “l'ennesima volta che si prova ad imporre un impianto industriale, chiaramente invasivo, non in linea con la vocazione turistico-culturale del nostro territorio alle comunità e alle istituzioni locali senza averne chiesto, nemmeno, il parere”. Ogni riferimento a Tap non è puramente casuale. “È l'ennesimo attacco alle nostre ricchezze naturali – aggiunge -, unico volano di sviluppo su cui puntare, valorizzandole e tutelandole da ogni forma di speculazione”. Insomma: “Non è così che si fa la transizione ecologica e si esce dalla schiavitù delle fonti fossili”.

“È strano – aggiunge Scorrano -, che tutto ciò che potrebbe essere utile, se proposto nelle giuste dimensioni e nei giusti luoghi, vedi progetti seri di autonomia energetica delle abitazioni dei pugliesi, di autosufficienza energetica delle zone industriali e artigianali con minieolico e mini solare in zone già degradate, un programma di sensibilizzazione sul risparmio energetico, finanziamento della ricerca su nuove fonti rinnovabili, non venga nemmeno proposto. È chiaro che i grandi interessi economici si concentrano su impianti enormi per trarre il massimo profitto, e chi se ne frega del paesaggio e dell'ambiente”.

“La richiesta di autorizzazione a nuovi impianti, dagli effetti così devastanti, peraltro, ha ancora meno senso in Puglia e nel Salento, che sono tra le prime aree in Italia per produzione di energia, utile al fabbisogno nazionale, da fonti alternative. Il piano regionale dell'energia dovrà tenere conto di tutto ciò, e rifiutare logiche di sfruttamento e colonizzazione del territorio da chi, in nome del mero profitto – ritiene il segretario -, passa come un carrarmato sulle volontà delle popolazioni e sbeffeggia le istituzioni locali”.

Casili: “Progetto impattante, siamo contrari”

Anche dai banchi regionali del Movimento 5 stelle, con il consigliere Cristian Casili, arriva una forte presa di posizione e contrarietà al nuovo progetto di parco marino. “Quello che leggiamo sul progetto Odra per la realizzazione di un parco eolico marino galleggiante nel tratto di mare a sud di Otranto, non può che preoccuparci e trovare la nostra contrarietà” ammonisce il vicepresidente del consiglio regionale.

“Siamo da sempre a favore delle rinnovabili e siamo consapevoli della necessità del raggiungimento degli obiettivi del Piano nazionale energia e clima in materia di produzione di energia rinnovabile per contrastare la crisi climatica in atto e per aumentare l’indipendenza energetica del nostro Paese - spiega Casili, “ma riteniamo che l’installazione di 90 pale eoliche galleggianti alte circa 250 metri dal livello del mare sarebbe fortemente impattante per il paesaggio e l’ecosistema marino”.

Si parla, come detto, del tratto di mare a sud di Otranto, compreso tra Porto Badisco e Castro la cui valenza ambientale ed ecosistemica è tale che si sta già considerando l’istituzione di un’area marina protetta. Sono presenti habitat di rilevanza comunitaria per i quali si invoca ogni opportuna misura di tutela e conservazione. L’iter procedurale è ancora all’inizio e le società proponenti per ora hanno solo avviato la fase preliminare finalizzata alla definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale.

“L’area costiera interessata dall’intervento è uno dei tratti più caratteristici ed identitari della nostra Regione” incalza Casili, “dalla costa è possibile vedere i monti Acrocerauni in Albania, per questo un intervento di tale portata rischia di produrre un impatto visivo eccessivo determinando un grave pregiudizio di carattere socio-economico-ambientale, anche in considerazione della ravvicinata distanza alla costa. Inoltre, non possiamo non considerare l’impatto cumulativo del progetto in esame con quello gemello già presentato lungo le coste dell’area di Brindisi”

“Nonostante la recente tecnologia, basata sull’utilizzo di piattaforme galleggianti, la grande estensione dell’area di progetto con l’alterazione dei fondali dovuta ai consistenti lavori da eseguirsi e nella fase a regime, il disturbo delle correnti aeree e marine e il generarsi di campi elettromagnetici, potrebbero avere notevoli conseguenze negative sull’avifauna e sugli habitat marini” mette in guardia il consigliere pentastellato.  

“Come consiglieri regionali chiediamo agli assessori Maraschio e Delli Noci, che già hanno espresso i loro dubbi sul progetto, di essere costantemente aggiornati e di portare tutta la documentazione che arriverà anche all’esame della commissione competente” conclude Casili, “continueremo a tenere sotto controllo la vicenda, se necessario chiedendo audizioni sia delle società che propongono il progetto che delle amministrazioni comunali interessate, in modo da avere un quadro chiaro. I mega parchi eolici hanno purtroppo alterato in Salento numerose aree rurali, non possiamo permettere che lo stesso avvenga anche sulle nostre coste”.

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