"Il cedimento non è un caso isolato": universitari lamentano strutture obsolete

Il crollo del controsoffitto nel plesso Ecotekne ha rinvigorito la protesta. Link e Studenti indipendenti chiedono "più sicurezza e più controlli" nelle sedi universitarie

LECCE – La pioggia incessante, battente, ha provocato un cedimento strutturale nel complesso Ecotekne di Monteroni. Più precisamente le infiltrazioni di acqua hanno determinato il crollo del controsoffitto in 5 aule del plesso H: fortunatamente il crollo è avvenuto nel corso della notte del 14 novembre, senza provocare danni a cose e persone.

Inevitabilmente l’amministrazione dell’ateneo salentino ha dovuto sospendere le lezioni, spostando le attività all’interno di altre aule più sicure, e rassicurando gli studenti riguardo al fatto che la situazione è costantemente monitorata.  

Gli studenti universitari non sono riusciti però a contenere il proprio disappunto per quanto successo e in molti si dicono preoccupati. “Questo non è un caso isolato – commentano i rappresentanti della rete Link Lecce - e non è la prima volta che denunciamo la condizione in cui versano alcuni spazi del nostro ateneo. L’accaduto non può che farci riflettere sugli interventi complessivi che l’amministrazione dovrebbe mettere in campo per la manutenzione di tutte le strutture dell’università, al fine di garantire quotidianamente la sicurezza per gli studenti, per i docenti e per tutto il personale”.

La situazione, secondo il responsabile di Economia, Francesco Larini, sarebbe persino peggiorata nel corso di quest'anno: “La costituzione di un nuovo corso di laurea come Manager del turismo ha dimostrato quanto la nostra facoltà sia impreparata ad accogliere dignitosamente altri studenti: di fronte al corposo numero di immatricolati, le aule non sono sufficientemente capienti per ospitare classi troppo numerose. Inoltre anche la sistemazione degli stessi nell’aula Ennio De Giorgi, la più capiente della facoltà, ha comunque creato a questi profondi disagi: sono oltre due mesi che l’impianto di amplificazione dell’aula non funziona, non permettendo agli studenti di ricevere una didattica di qualità. Il tutto si è ulteriormente aggravato il 14, quando la stessa aula De Giorgi è stata coinvolta nei cedimenti del soffitto”.

I disagi non finiscono qui: “La biblioteca è aperta in orari ridotti e gli ascensori spesso non funzionano – aggiunge Larini – la situazione è precaria. Abbiamo anche scritto al rettore per denunciare la difficoltà e le problematiche strutturali che vive la facoltà di Economia, tuttavia non abbiamo mai ricevuto risposta”.

Gli fa eco Lorenzo Merola, portavoce di Studenti indipendenti: “È assolutamente inaccettabile essere costretti a vivere gran parte del nostro tempo in edifici poco sicuri e pericolanti – denuncia lui -. Il crollo del controsoffitto è un chiaro segnale della poca manutenzione delle strutture della nostra università e di come l’emergenza infrastrutture sia passata in sordina fino a questo momento”.

I ragazzi quindi hanno colto la palla al balzo per chiedere nuovamente “più sicurezza, più controlli e più prevenzione”. “Siamo costretti ad accontentarci di edifici vecchi, malandati e pericolanti – racconta Merola -. Spesso siamo costretti a seguire le lezioni con le gocce di pioggia che scendono dai soffitti, a salire gradini logori, a studiare sotto soffitti pericolanti: oggi, a fare lezione in aule dove il controsoffitto cede. Il crollo dei calcinacci ha portato, oltre all’inagibilità della zona del plesso, anche la sospensione delle lezioni.

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Il sindacato studentesco si sta mobilitando per accendere un faro sul problema, chiamando direttamente in causa sia l’amministrazione universitaria che gli organi di competenza: “La nostra battaglia per il diritto allo studio e un’università aperta, passa anche dalla nostra sicurezza”.

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