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Venerdì, 26 Novembre 2021
Politica

Forza Italia: “ Decidano cittadini e urbanisti”. Ndc: “Trasparenza sui fondi esteri”

Sul tema del giorno torna il capogruppo forzista, Damiano D'Autilia: "I luoghi della cultura vanno programmati". Andrea Caroppo chiede garanzie sulla provenienza dei capitali e sul pericolo che l'università non diventi uno strumento di isolamento

LECCE –  Per Forza Italia la strada è quella della consultazione popolare, per il Nuovo Centro Destra serve chiarezza sui fondi esteri pronti all’investimento. L’ipotesi della creazione di un centro culturale islamico a Lecce, nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi, è al centro della riflessione di molte forze politiche cittadine.

Per Damiano D’Autilia, capogruppo di Forza Italia a Lecce “La nascita di una università islamica a Lecce, che sarebbe la prima in Italia, non può dipendere da un sì o da un no e non può certamente essere stabilita soltanto attraverso una variazione di destinazione d’uso di una struttura. La questione va analizzata sotto più profili. È chiaro che una iniziativa imprenditoriale di questo tipo potrebbe avere una ricaduta culturale, pure economica, più che benefica. Lecce potrebbe diventare un polo universitario internazionale e integrato d’ampio respiro. Ma la cultura va pensata e i luoghi di cultura vanno programmati. Ecco perché la partecipazione popolare - comprendere, cioè, se la nostra città è pronta - è di fondamentale importanza”. 

Per l’esponente forzista, che porterà la questione all’attenzione del coordinamento provinciale in programma sabato, è necessario anche il coinvolgimento degli ordini professionali: “La nostra programmazione urbanistica, se pure in itinere, è da ultimare. Dobbiamo comprendere già oggi come sarà Lecce nei prossimi dieci anni. Sarà allora che le iniziative imprenditoriali più disparate non ci metteranno in difficoltà, perché dovranno necessariamente sposarsi con un piano urbanistico già definito”. D’Autilia suggerisce, da parte sua, fermo restando il necessario consenso della popolazione, di valutare la creazione di un polo islamico all’intero dell’area di Ecotekne, dove hanno sede alcune facoltà dell’Università del Salento, alle porte di Monteroni di Lecce.

Per Andrea Caroppo, coordinatore provinciale del Nuovo Centro Destra, è necessario garantire la libertà di iniziativa economica e di religione, ma occorre chiarezza e trasparenza sui fondi esteri islamici che per conto della Confederazione delle imprese mediterranee sarebbero pronti ad investire decine di milioni di euro nell’iniziativa. Il timore è infatti che ci possa essere lo zampino di qualche consesso fondamentalista:  “E, del resto – ammonisce Caroppo -, nel mondo è già avvenuto che luoghi qualificati come ‘centri culturali’ di fatto siano serviti a questi gruppi per fare propaganda e arruolare nelle proprie file personale paramilitare. Per questo, senza alcuna ostilità pregiudiziale verso l’iniziativa, vi è assoluta esigenza di conoscere chi ci sia dietro questi cospicui investimenti.

In seconda battuta il coordinatore di Ncd auspica che il centro universitario non diventi un luogo autoreferenziale: “In questi anni – spiega l’esponente del partito di Alfano - stiamo assistendo al fallimento dei due modelli di integrazione principalmente adottati in Europa, quello assimilazionista (Francia) e quello multiculturalista (Gran Bretagna), poiché le comunità islamiche tendono ovunque ad isolarsi dotandosi delle proprie scuole, dei propri cimiteri, dei propri ospedali, delle proprie macellerie. Poiché come italiani ed anche come salentini da sempre riteniamo - e lo dimostriamo con i fatti - che distinguere le persone in base al proprio orientamento religioso indebolisce la capacità inclusiva della società, occorre scongiurare il pericolo che mentre a Lecce si lavora e si investono risorse per l’inclusione, altri investano per la segregazione”.

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