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Il consigliere Gaetano Messuti.

Il consigliere Gaetano Messuti.

Centrodestra, la discussione continua e il tempo per tornare alle urne stringe

La coalizione, forte di 17 esponenti, può decretare subito lo scioglimento del consiglio comunale, ma serpeggia il dubbio che un tornata elettorale ravvicinata avvantaggerebbe il sindaco

LECCE – Il dado non è ancora tratto, per una decisione sulle dimissioni per lo scioglimento del consiglio comunale bisognerà attendere ancora. Non troppo, comunque, considerando che per tornare al voto entro giugno, il presidente della Repubblica deve firmare il relativo decreto non più tardi di sabato.

I consiglieri del centrodestra – assenti Perrone e Mazzotta, presente anche il deputato Roberto Marti della Lega e promotore di Grande Lecce – si sono incontrati nel primo pomeriggio presso lo studio di Attilio Monosi (uno dei sei rientranti dopo la sentenza del Consiglio di Stato) per trovare una quadra su tempi e strategie: servono le firme di tutti e 17 i consiglieri della coalizione per interrompere l’esperienza del governo Salvemini. Ci sono questioni politiche da analizzare, tensioni e dissidi personali da ricomporre, eredità della scorsa campagna elettorale e dei mesi che la precedettero, e qualche inconveniente tecnico: Paola Gigante di Grande Lecce si trova all’estero, in Estremo Oriente.

È evidente che l’indisponibilità del sindaco Salvemini a trattare sul programma amministrativo in vista di una sorta di governo delle larghe intese – come prospettato ieri dal coordinatore regionale di Forza Italia, Luigi Vitali – ha avvicinato le posizioni all’interno del centrodestra, ma non abbastanza per una decisione definitiva.

Altrettanto chiara è la consapevolezza di aver poco tempo, in caso di dimissioni immediate, per riorganizzare le fila: pesano, da una parte, le tensioni di un anno addietro, con le discussioni prolungate sui possibili candidati sindaco e sul metodo per arrivare a una soluzione condivisa; ma dall’altra bisogna tener presente anche la variabile rappresentata dalle elezioni politiche del 4 marzo che vedono in corsa Perrone, Marti, Fitto (e anche la neo consigliera Federica De Benedetto, per Forza Italia): dal quel risultato potrebbe dipendere una ridefinizione dei rapporti di forza nella coalizione a livello locale e quindi delle “pretese” su eventuali candidature.

Ecco perché la strategia adottata dal centrodestra leccese potrebbe essere quella di arrivare alla discussione del bilancio comunale, prevista a metà marzo (dunque dopo le elezioni politiche) per poi decidere il da farsi. Da parte sua il sindaco Salvemini ha detto chiaramente che se non avrà altri voti al di là dei 14 espressione della sua coalizione (il bilancio si ritiene approvato con la maggioranza dei presenti e non più assoluta, per una modifica voluta proprio dal governo Perrone) sarà lui a dimettersi e per la città inizierebbe una fase di commissariamento fino alla prossima primavera.

Domani mattina, giovedì, si riunisce il consiglio comunale per la presa d’atto della nuova composizione dell’organo e successivamente gli esponenti dell’opposizione continueranno la loro discussione: “Salvemini – ha commentato il consigliere Bernardo Monticelli, di Lecce Città del Mondo - è stato abile a rimandare la palla nel campo avversario, ma avrebbe fatto bene, come il sindaco di Avezzano, a dimettersi. Da parte nostra c’è una condivisione di massima, ma nulla di certo. Qualunque sia la nostra decisione, sarà unanime”.

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