Centrodestra attacca Delli Noci sulla delibera: "Ora chiuda le finestre"

Provvedimento per efficienza energetica degli edifici pubblici: Perrone, Messuti e altri consiglieri contestano la violazione del libero mercato

Una foto della conferenza del centrodestra.

LECCE – Il centrodestra solletica l’amministrazione comunale, invitandola a ritirare, nelle parole di Gaetano Messuti, il "rozzo slogan" stampagnati le fenesce (aprite le finestre) coniato dall’attuale vice sindaco Alessandro Delli Noci in campagna elettorale. Ed è proprio una delibera a sua proposta ad essere inquadrata nella lente di ingrandimento degli esponenti di minoranza, che questa mattina hanno convocato i cronisti a Palazzo Carafa.

Fari puntati sul provvedimento che autorizza la partecipazione all’avviso pubblico della Regione Puglia, di prossima scadenza,  per interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici. Ciascun ente comunale può presentare tre proposte, ciascuna delle quali finanziabile fino a cinque milioni di euro.

L’amministrazione guidata da Carlo Salvemini ha deliberato di aderire al bando utilizzando la prevista forma di partecipazione del partenariato pubblico privato. Del resto una richiesta in questo senso era stata avanzata a settembre da un’associazione temporanea di imprese (ati) composta dalla società cooperativa Ariete e dalla Meit Multiservices srl, entrambi del Barese, per quattro edifici comunali: quelli dei settori Urbanistica e Traffico in viale Marche, quelli dell’Ufficio di Piano in via Pistoia e infine i locali del settore Pubblica Istruzione in viale Foscolo (quest’ultimo sito è stato eliminato nella delibera di approvazione).

L’Ati si è detta disponibile al cofinanziamento del 10 per cento del totale dell’importo dei lavori e a sostenere le spese progettazione in caso di mancato finanziamento. Il centrodestra non contesta la legittimità, ma l’opportunità della procedura di “Project financing”, considerata un  cavallo di Troia per “ammantare di legittimità” (Paolo Perrone) un’operazione che viola “il libero mercato” e favorisce soggetti economici che, detto senza mezzi termini, sarebbero riconducibili ad una certa area del Pd data la presenza nei consigli di amministrazione di docenti universitari ed ex amministratori pubblici che il centrodestra dichiara essere vicini a Emiliano. Ecco quindi l’accusa politica nei confronti di Delli Noci sul quale l'ex sindaco ha aggiunto ironicamente: "Ha anche la delega alla Trasparenza".

Paolo Perrone, Luca Pasqualini, Bernardo Monticelli, Andrea Guido, Michele Giordano, Luciano Battista e Gaetano Messuti chiedono dunque la revoca della delibera e la richiesta di proroga del bando in scadenza per consentire una più ampia partecipazione di professionalità anche locali interessate agli interventi. I consiglieri hanno anche segnalato che una seconda delibera sull’argomento è stata predisposta questa mattina, ma di esclusiva iniziativa degli uffici comunali per altri edifici. 

"Considero utile dare alcune precisazioni rispetto alle affermazioni di alcuni consiglieri comunali sulla partecipazione del Comune di Lecce al Bando per l'efficientamento energetico della Regione Puglia.

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La replica dell'assessore

"Parteciperemo a quel bando alla prossima scadenza, giacché per il momento abbiamo preferito dare priorità ad altri progetti più urgenti per la città" replica l'assessore Delli Noci che respinge al mittente tutte le accuse fornendo delle informazioni di cui la controparte era probabilmente ignara: "Il bando - pubblicato e promosso dalla Regione Puglia –prevede che sia il privato a visionare il bando in questione e a sottoporre la propria proposta al pubblico, in questo caso al nostro Comune. Ed è proprio quello che è accaduto. L'Ati composta dalla società cooperativa Ariete e dalla Meit Multiservices srl, accompagnati dal Presidente nazionale del Distretto tecnologico dell'energia, hanno sottoposto all'amministrazione la propria proposta – l'unica arrivata – e la loro intenzione di investire sulla città giacché, lo ricordo, l'Ati si è detta disponibile a cofinanziare il 10 per cento dell'importo totale dei lavori e a sostenere le spese di progettazione in caso di mancato finanziamento. Alla luce di ciò siamo tranquilli di aver proceduto nella massima trasparenza e sorpresi dal clamore che si è voluto dare ad un provvedimento - del quale si invoca il ritiro - assolutamente legittimo”.

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