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Il centrodestra sonda la società civile alla ricerca di un candidato unitario

L'ipotesi, probabile ma non ancora certa, di elezioni comunali in primavera sollecita le varie anime dello schieramento: torna d'attualità il "corteggiamento" al noto avvocato amministrativista Pietro Quinto

L'avvocato Pietro Quinto.

LECCE – Il centrodestra leccese non sembra avere tutta questa fretta di cucinare l’anatra (zoppa). La strategia di tenere sotto costante scacco l’amministrazione Salvemini, dopo la rottura del “patto per la città” da parte del gruppo Prima Lecce, maschera in realtà una confusione di fondo rispetto alle regole di ingaggio verso le eventuali elezioni anticipate in primavera.

Nello schieramento che ha perso al ballottaggio del 2017 con quasi dieci punti di differenza, ma che è riuscito al primo turno a sabotare la vittoria dell’attuale sindaco superando di un soffio la soglia del 50 per cento, le spinte vanno in diverse direzioni. Vi è l’ipotesi che porta a Erio Congedo, che Lecceprima ha intervistato qualche settimana addietro. Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e figura stimata anche per il suo modo rispettoso di vivere la dimensione politica, ha sinceramente ammesso che la prospettiva di correre per la guida della città non lo lascia certo indifferente, ma la sua non è una strada in discesa verso la candidatura.

Da una parte, infatti, c’è il nodo delle primarie, che lui sostiene così come fanno Lega e Direzione Italia, ma che non piacciono a Forza Italia; dall’altra, in qualche modo, Congedo rappresenta una sorta di continuità con l’ex sindaco Paolo Perrone, di cui è cognato. Il centrodestra, insomma rischia di frammentarsi esattamente come avvenne due anni addietro, quando ciascuna fazione aveva il proprio candidato: alla fine, come compromesso, si raggiunse l’intesa su Mauro Giliberti.

D’altra parte Congedo, proprio per il ruolo che ora ricopre nel partito di Giorgia Meloni e per il suo passato che lo ha visto sempre molto suffragato nelle elezioni regionali, è consapevole che alle prossime elezioni politiche potrebbe ottenere finalmente quel salto verso Roma che non è riuscito a fare nel marzo scorso, anche a causa di una certa inerzia da parte di chi, nella coalizione, avrebbe dovuto spingere sull’acceleratore.

Ecco dunque che torna d’attualità la carta della società civile: indiscrezioni e ammissioni a microfoni spenti chiamano in causa avvocato Pietro Quinto, peraltro già in precedenti circostanze lusingato senza successo dal centrodestra. È consulente di molte amministrazioni locali – tra le quali per molti anni proprio quella leccese - e ne rappresenta alcune in contenziosi molto rilevanti: solo a titolo esemplificativo della sua intensa attività professionale, la difesa dell’ex sindaco di Parabita e della sua giunta, estromessi dallo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ma anche la sua partecipazione al contenzioso per la Ss 275 Maglie-Leuca.

Da un punto di vista più squisitamente politico, impossibile non citare la sua battaglia prima al Tar di Lecce e poi al Consiglio di Stato, per la revoca del premio di maggioranza inizialmente assegnata al sindaco Carlo Salvemini. Ma quella di Quinto è solo una ipotesi, ricorrente e non campata in aria, che non ne esclude altre che portano sempre a figure della società civile di cui daremo conto nei prossimi giorni.

Al termine delle festività natalizie, con la discussione in consiglio comunale della manovra di riequilibrio dei conti e con la vicenda della Lupiae Servizi vicina a un faticoso compromesso per garantire la continuità aziendale e occupazionale, il sindaco trarrà le sue conclusioni: non ha alcuna intenzione di proseguire nell’orizzonte di maggioranze risicate e problematiche.

Anche se nella sua compagine ci sono posizioni diffidenti rispetto al ritorno alle urne, Salvemini è certo della solidità del suo rapporto con il vice sindaco, Alessandro Delli Noci, e della opportunità di proseguire nel solco tracciato in questo pur tormentato anno e mezzo di consiliatura.

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