Centrodestra, maretta sulle candidature. CoR azzera tutto e attacca Forza Italia

A Gabellone replica Pagliaro dell'ufficio di presidenza: "Ritengo sia utile cercare un nome per il sindaco nella società civile"

Nella foto, Antonio Gabellone.

LECCE – Frizioni nel centrodestra. E ancora tutto in alto mare per quanto riguarda le candidature alla prossima tornata elettorale. Con CoR che oggi è sugli scudi, tanto che Antonio Gabellone, in qualità di  coordinatore provinciale, annuncia: niente unità, azzeriamo tutto.

“Da alcuni mesi, con l'unico obiettivo di raggiungere l'unità del centrodestra – dichiara in una breve nota l’attuale presidente della Provincia, ma nelle sue vesti di coordinatore - nelle prossime elezioni amministrative di Lecce, il nostro partito ha proposto prima le primarie e poi, insieme a una riflessione programmatica, cinque nomi per dare diverse possibilità di valutazione ai nostri alleati”.

Ma per Gabellone ci sarebbero responsabilità in Forza Italia per la situazione di stallo. Lo dice apertamente: “Non avendo trovato, in modo particolare da Fi, la necessaria condivisione e consapevoli che con il prolungarsi di questa situazione si rischia solo di logorare la forza di tutta la coalizione”. Ecco perché, aggiunge, “a tutela e a garanzia degli stessi candidati, riteniamo sia giunto il momento di azzerare la situazione, ritirando le nostre candidature”. “Ciò – motiva Gabellone - per consentire di poter ripartire subito con rinnovato senso di responsabilità avendo a cuore il futuro di Lecce”.

A stretto giro risponde Paolo Pagliaro, dell'ufficio di presidenza di Forza Italia. Che dice: "È evidente che il centrodestra a Lecce sia finito in un cul de sac. A questo punto, se vogliamo evitare di cedere una città straordinaria alla sinistra che malgoverna la Regione da oltre un decennio, è necessario avere uno scatto di responsabilità comune e condivisa: facciamo tabula rasa di quanto è stato e pensiamo ad una persona credibile che possa programmare il proseguo del rilancio della nostra Lecce”.

Ovvero, per Pagliaro "la scelta dei Conservatori e riformisti scaturisce dalle visioni interne non unitarie che spingono a preferire l'azzeramento di ogni ipotesi”, cioè quella “dei quattro nomi rimasti nella rosa dei possibili candidati sindaco”. “Mi farò portavoce, di concerto con il segretario regionale, il segretario provinciale e con gli amici della federazione di Lecce, di quella che è sempre stata la mia idea – aggiunge -: identificare un nome della società civile che possa unirci e andare oltre le visioni e i confini dei nostri partiti”.

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“Il nome che assieme, e in modo unitario, riusciremo a individuare – prosegue, cercando quindi una forma di accordo - sarà il futuro sindaco di Lecce. Possiamo - conclude Pagliaro - trovare ancora una via per costruire un progetto affidabile e appassionante per i cittadini, a cui dobbiamo tutto. Innanzitutto la fiducia che da anni continuano a darci generosamente e che non possiamo tradire”.

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