Centrodestra, Messuti condanna i personalismi e pone una scadenza

L'ex consigliere sottolinea il risultato di "Sentire Civico" e apre una fase di riflessione: "Se non si mettono da parte le fazioni, il centrodestra è finito"

Giancarlo Capoccia, coordinatore regionale di Sentire Civico, Gaetano Messuti e Oronzino Tramacere.

LECCE - Gaetano Messuti, all'indomani della netta sconfitta del centrodestra, apre una fase di riflessione e, pur ribadendo la lealtà allo schieramento, pone una scadenza: se entro pochi mesi non si porranno le basi per una visione unitaria che prevalga sullo spirito di fazione, gli ormeggi potranno essere mollati per intraprendere nuove rotte. Il punto di approdo ancora non è indicato, ma ritorna in mente quella telefonata di congratulazioni che Emiliano ha fatto a Messuti subito dopo l'esito delle primarie del centrodestra del 17 marzo.

Non sembra un caso, del resto, che l'ex consigliere comunale e fondatore di Sentire Civico abbia individuato nella lista "Noi per Lecce" il valore aggiunto della performance del centrosinistra, con il suo 7,9 per cento. Allestita dal più stretto collaboratore politico di Emiliano, Claudio Stefanazzi, insieme ad Alessandro Delli Noci, si è posizionata al terzo posto nello schieramento e, tanto per fare un paragone, ha avuto più consensi di Fratelli d'Italia, la prima lista degli sconfitti. Con il centrodestra unito, e senza quella lista - ha spiegato Messuti - Salvemini probabilmente non avrebbe vinto. Ingerenza dunque? Non proprio, perché il senso del ragionamento è stato quello di mettere in evidenza le ricadute positive che si hanno nella convergenza tra dimensione regionale e quella locale.

"La batosta di oggi parte da lontano - ha dichiarato Messuti nella conferenza stampa - e precisamente da quando abbiamo perso la Regione Puglia. Da allora, una dopo l'altra, sono cadute tutte le città meno Lecce, che è rimasta la nostra roccaforte ma che è stata corrosa dai personalismi che hanno frazionato l'elettorato. Il centrosinistra ha avuto una visione e, piano piano, ci ha spinto nell'angolo". La mancanza di una vera leadership, ha aggiunto l'ex consigliere, ha fatto il resto. Insomma, troppi colonnelli pronti a farsi lo sgambetto e nessun generale veramente disposto a dare una direzione: "Se non si mettono da parte le fazioni e non si fa un passo indietro per lasciare spazio a nuovi protagonisti, il centrodestra è finito".

Messuti, dopo aver rivendicato all’insegna della trasparenza il famoso patto dal notaio con Congedo, ha ringraziato tutti i candidati della sua lista di cui ha definito “straordinario” il risultato. I voti sono stati duemila e 74 (pari al 4 per cento), appena 200 in meno – ha rimarcato - di quelli della Lega. Un modo come un altro per chiamare in causa Roberto Marti che alle primarie, invece di sostenere il candidato del Carroccio, Mario Spagnolo, avrebbe dato a Congedo la spinta necessaria a tagliare per primo il traguardo. Sentire Civico avrà in Oronzino Tramacere il suo rappresentante in consiglio: le aspettative, inutile sottolinearlo, erano altre, come quelle di tutto il centrodestra.

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