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Amministrative 2017: ora la mossa tocca a M5S e centrosinistra

Dopo il rimpasto di giunta, per le alternative al centrodestra è tempo di muoversi

LECCE - Con la nomina a vice sindaco di Gaetano Messuti, assessore ai Lavori Pubblici, si chiude il gioco degli incastri in giunta e si apre una partita ben più rilevante: quella per la designazione da parte del centrodestra del candidato per le elezioni della primavera del 2017 quando Paolo Perrone terminerà il suo secondo mandato.

Le deleghe di Messuti, che nel 2012 ha voluto gli fossero riconfermate in ragione del miglior risultato tra i consiglieri eletti, sono molto rilevanti per lo sviluppo della città: dalla riqualificazione delle mura urbiche al recupero dell'anfiteatro di Rudiae, fino al restauro dell'Apollo, l'assessorato ai Lavori Pubblici gode di ampia visibilità e le sue attività sono immediatamente percepite dai cittadini anche perché non ci sono solo i grandi appalti, ma anche i piccoli interventi, come quello di manutenzione e rifacimento delle strade. 

Il conferimento della carica di vice sindaco ha quindi un valore più simbolico che sostanziale, che rafforza la posizione di Messuti nel novero dei pretendenti alla "successione", tra i quali c'è senza dubbio Attilio Monosi, responsabile dei conti di Palazzo Carafa, e secondo per numero di voti ottenuti. Ma la coalizione è così forte in città che sono più di due i possibili contendenti: indiscrezioni portano a Saverio Congedo, consigliere regionale ed esponente storico della destra salentina. Poi ci sono gli outsider, come il giovane assessore Alessandro Delli Noci, che gode di stima anche oltre il perimetro tradizionale della coalizione.

Intanto L'operazione varata da Perrone d'intesa con i vertici locali di Forza Italia testimonia la volontà di tenere insieme tutti i pezzi del mosaico anche perché il Movimento Cinque Stelle, se azzeccasse la scelta del candidato (o della candidata) che in un contesto amministrativo è fondamentale, potrebbe essere il principale ostacolo tra il centrodestra e la continuità al potere.

In questo scenario, infatti, i tradizionali avversari del centrosinistra appaiono così provati da quasi 20 anni di confino all'opposizione e privi di idee coraggiose, che al momento è difficile immaginare un risultato positivo. Ad un anno dalle elezioni non esiste uno straccio di piattaforma programmatica, di iniziativa di lungo respiro alternativa allo spartito del governo cittadino: pensare di rovesciare l'assetto vigente semplicemente con una candidatura autorevole o con l'adrenalina che dura lo spazio delle primarie è pura illusione.

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