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Piano paesaggistico regionale: il centrodestra pensa alle barricate

A Palazzo Carafa, su invito del sindaco Paolo Perrone, si sono ritrovati amministratori comunali, dirigenti, consiglieri regionali di opposizione. I "falchi" premono per la revoca, perché la proroga dei termini rischia di bloccare il comparto edilizio

Aula consiliare gremita per la discussione sul Ptpr.

LECCE - Alla convocazione di Paolo Perrone hanno risposto in molti: sindaci e assessori - tutti di centrodestra -, dirigenti, tecnici, riuniti nell'aula consiliare di Palazzo Carafa per discutere del nuovo Piano paesaggistico territoriale regionale, adottato dal governo pugliese ai primi di agosto e in attesa di approvazione da parte del consiglio regionale. Si tratta del più importante documento di programmazione urbanistica all'interno delle competenze regionali, conclusione di un lungo iter avviato negli scorsi anni.

Il sindaco di Lecce, nell'aprire i lavori, ha specificato di non aver sollecitato una chiamata alle armi dal punto di vista politico, ma una presa di posizione di coloro che hanno la responsabilità delle comunità che amministrano. Perrone ha riconosciuto la competenza e la predisposizione all'ascolto dell'assessore regionale del Territorio, Angela Barbanente, ma ha anche sottolineato come il Pptr nasca già vecchio, troppo gravato da un regime di vincoli che non tengono conto di un'interpretazione dinamica del paesaggio.

Il punto di estrema divergenza rispetto all'impostazione regionale - e vero cuore del problema - sta infatti nell'applicazione delle norme di salvaguardia: già in vigore, prevedono che tutti i progetti che non hanno ricevuto l'autorizzazione paesaggistica entro la data di adozione del Pptr, debbano essere adeguati alla nuova normativa perché il procedimento venga concluso positivamente. La discussione è stata ampia e le posizioni manifestate hanno delineato una divisione tra falchi e colombe.

La platea è parsa divisa rispetto all'atteggiamento da adottare: da una parte coloro che chiedono la revoca del provvedimento, come il consigliere regionale del Pdl, Erio Congedo, il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, il sindaco di Maglie, Antonio Fitto. Il primo, in una nota, ha spiegato come il documento regionale contenga macroscopici errori a partire da presunte contraddizioni con documenti urbanistici regionali anche di recente approvazione fino alla proliferazione di aree a bosco o a pascolo fin dentro i centri urbani e le zone industriali. Dall'altra, in minoranza, la linea di chi pensa che una proroga del termine di presentazione delle osservazioni al Pptr possa contribuire a risolvere buona parte delle criticità.

Del resto una delle controindicazioni di questa seconda opzione sarebbe quella di bloccare per mesi il comparto edilizio. Mario Vadrucci, consigliere della Puglia prima di tutto, ha ricordato il peso economico e quindi dal punto di vista occupazione delle imprese impegnate nel comparto edilizio. Il capogruppo dell'Udc in viale Capruzzi, Salvatore Negro, ha proposto l'esclusione dai vincoli delle norme di salvaguardia i progetti, pubblici o privati, già conformi al Piano urbanistico territoriale tematico e soggetti a Valutazione ambientale strategica. 

Una delle critiche mosse all'assessore Barbanente è stata quella di aver sottratto un tema così complesso alla riflessione e al confronto con i consiglieri regionali: ma, proprio a questo proposito, Negro ha fatto sapere che ci sarà un incontro con i componenti dell'assemblea regionale mercoledì 11 e che solo successivamente il Pptr verrà discusso nella competente commissione consiliare. Pochi giorni dopo, il 17, ci dovrebbe essere invece un incontro dei tecnici regionali con tutte le amministrazioni comunali della regione.

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