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Aumento della Tari: il centrodestra stigmatizza la prudenza contabile del sindaco

Paolo Perrone accusa l'amministrazione di eccessiva remissività rispetto ai contenziosi aperti per i quali è stata prevista una riserva di 2 milioni di euro all'anno

Una foto della conferenza stampa.

LECCE - Il centrodestra leccese ammonisce l'amministrazione comunale sul capito Tari e invita il sindaco a rivedere al ribasso gli importi richiesti ai cittadini, aumentati rispetto agli anni precedenti di una percentuale che Palazzo Carafa ha stimato nel 7 per cento per le utenze domestiche e del 15 per le altre, mentre la minoranza indica incrementi maggiori, dal 15 al 20.

Con una lunga conferenza stampa Paolo Perrone e gli altri consiglieri di opposizione hanno replicato alle motivazione che Salvemini aveva addotto, prima in consiglio comunale e più recentemente, quando sono stati recapitati gli avvisi di pagamento, con una lettera aperta. In buona sostanza il centrodestra definisce bugie le parole del sindaco.

Il punto di partenza è il peso complessivo del costo del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti e di pulizia della città, passato da 23milioni 950mila euro a 28 milioni e mezzo. Secondo Perrone la città è meno curata di quanto fosse con lui a capo dell'esecutivo perché l'attuale amministrazione non starebbe controllando la corretta esecuzioni di quanto già previsto nel capitolato: "A che serve allargare il perimetro e poi non vigilare?" ha chiesto retoricamente a proposito del milione e mezzo di euro in più previsto per portare il servizio in zone non adeguatamente coperte. Inoltre il conteggio sarebbe avvenuto senza alcuna traccia documentale del computo dei metri quadri. Ma se anche la stima fosse accurata, ha aggiunto Perrone, perché chiedere ai cittadini il costo intero e non la metà, considerando che i servizi partiranno a giugno?

Altra nota assai dolente per la minoranza è il capitolo contenzioso: la riserva di 8 milioni di euro che l'amministrazione ritiene necessaria per far fronte a tutte le eventuali condanne per querelle aperte da anni sarebbe per Perrone assolutamente gonfiata: "Uno di questi contenziosi è quello con Ambiente & Sviluppo per la revisione dei prezzi per l'attività di biostabilizzazione dei rifiuti. Il lodo arbitrale tra azienda e Comune ha stabilito un debito dell'ente nei confronti del privato di 200mila euro, un esito più favorevole di quello relativo ad altri comuni. Per ragioni oscure Salvemini imputa prudenzialmente due milioni, prendendo come riferimento il risultato degli altri lodi e non quello più favorevole". 

"Alto contenzioso - ha proseguito l'ex sindaco - è quello sul costo del conferimento all'impianto di cdr. Il Comune continua a pagare 79 euro per tonnellata nonostante la ditta Progetto Ambiente ne abbia preteso l'adeguamento per il periodo a partire dal 2010. L'agenzia regionale ha indicato una tariffa equa a 112 euro, che avrebbe porta il debito a 3 milioni e 600mila euro. Sia il Comune che la ditta hanno impugnato la decisione, il primo perché la ritiene troppo alta, la seconda perché ritengono equo il tetto di 125 euro. In quest'ultimo caso il debito salirebbe a 6 milioni. Che fa Salvemini in questo frangente di totale incertezza e in attesa della definizione del contenzioso? Assume l'ipotesi peggiore e la fa pagare ai leccesi". 

Al contrario, sostiene infine Perrone, l'amministrazione non terrebbe in alcuna considerazione l'ipotesi di un giudizio favorevole da parte del Consiglio di Stato rispetto alla vicenda ecotassa il cui esito potrebbe portare al Comune un credito di 4 milioni di euro. "Invece di impegnare le energie sue e dell'amministrazione nello sforzo di difendere al meglio le ragioni del Comune, si limita a chiedere copertura ai suoi concittadini. E impone un aumento assurdo e ingiustificato della Tari".

L'ex assessore al Bilancio, Attilio Monosi, pur affermando l'importanza in via di principio di un provvedimento come quello della Tari sociale voluto da Salvemini, ha però definito le modalità di attuazione un vero e proprio bluff perché non si darebbe il giusto tempo ai cittadini di aderire all'esenzione - totale o del 50 per cento a seconda dell'indicatore della situazione economica equivalente -. Monosi ha giudicato irrisoria la previsione in bilancio di 70mila euro come copertura finaziaria. L'incontro con i giornalisti è stato concluso da un altro ex assessore, Andrea Guido (Ambiente) che da una parte ha riconosciuto le lacune di un capitolato sottoscritto proprio dall'amministrazione di cui era esponente, ma dall'altra ha accusato la giunta Salvemini di aver abbassato il livello di decoro della città invece di migliorarlo.

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