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Cerano: anche il Nord Salento è a rischio ambientale

Ora è ufficiale. Il Consiglio regionale dice sì al pericolo ambientale esteso per i comuni dell'hinterland leccese. Ed intanto Enel "nasconde" il nastro trasportatore di carbone lungo 14 km

"I dati che in questi anni hanno certificato gli effetti inquinanti di Cerano non richiedono ulteriori commenti". E' quanto afferma Antonio Maniglio, presidente del gruppo consiliare dei Ds alla regione. "Dopo le indagini compiute dal Cnr, del Multilab, della Commissione sanità del senato si sono aggiunti, proprio in questi giorni, due altre novità. Dopo vent'anni - continua Maniglio in una nota - Enel ha deciso finalmente di coprire con un tunnel il nastro che trasporta il carbone. Va da , quindi, che per decenni il carbone trasportato a cielo aperto per 14 chilometri, si è sparso in aria e per terra con effetti sicuramente negativi per la salute delle persone".

"Secondo dato: l'Unione europea ha inserito Cerano tra le prime trenta centrali elettriche più inquinanti d' Europa a causa delle altissime emissioni di anidride carbonica, ecco perché in consiglio c'è stata una discussione vera. E al primo punto dell'ordine del giorno approvato - continua - c'è proprio l'iniziativa che la Regione dovrà assumere per ridurre le emissioni di CO2, la causa principale del riscaldamento del pianeta. L'ordine del giorno, inoltre, impegna la giunta regionale ad allargare l'area a rischio ambientale ai comuni del nord Salento e ad associare la provincia di Lecce nel confronto che si aprirà con l'Enel per la nuova convenzione".

Maniglio conclude dicendo che "in tal modo la questione Cerano cessa di essere solo un problema brindisino. Il monitoraggio dell'aria, del suolo e dell'acqua deve interessare i comuni dell'area Nord di Lecce e i salentini avranno voce in capitolo quando si dovranno concordare nuove intese con Enel".

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