Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

"L’assistenza sanitaria è al collasso", Cgil scuote Asl e assessorato

Silvio Cataldi, segretario provinciale della Funzione pubblica del sindacato, in una lettera aperta a Gorgoni e Pentassuglia, elenca tutti i motivi per cui i pronto soccorso sono allo stremo e chiede che si dia una svolta. "Carenze organizzative, personale anziano, reparti colmi"

LECCE – “Sul personale medico e infermieristico negli ospedali della provincia di Lecce grava un eccessivo carico di lavoro”. Il motivo? Forte “carenza di personale di supporto e ausiliario”.

Non usa mezzi termini, Silvio Cataldi, segretario provinciale della Funzione pubblica di Cgil che, in una lettera aperta indirizzata al direttore generale dell’Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, e all’assessore al ramo Sanità della Regione, Donato Pentassuglia, denuncia come tale situazione stia, a suo avviso, “provocando un forte demansionamento” degli operatori sanitari, cui si uniscono “segnalazioni di disfunzioni organizzative o disservizi” sempre più frequenti.

Mancano medici e infermieri nelle corsie, insomma, situazione più volte segnalata e per la quale Cataldi fornisce anche una lettura: molto sarebbe imputabile a “uno scarso filtro territoriale”, tanto che alla fine s’intasano i pronto soccorso degli ospedali e di conseguenza i reparti.

Aumentano, per esempio, “i ricoveri di pazienti extra locati specie nei reparti di geriatria, medicina, pneumologia”, stigmatizza il sindacalista. “I recenti tagli di posti letto e la mancata apertura delle Unità operative previste dal Piano di riordino ospedaliero regionale hanno determinato una sostanziale riduzione della capacità ricevente, per cui i posti letto dei reparti di degenza delle specialità sono sempre pieni”.

Un esempio? Lo fa lo stesso Cataldi: “Nei pronto soccorso di Casarano e Copertino i pazienti extra locati a tutt’oggi sono stati circa 300”. Ma la situazione è analoga “in molte altre strutture ospedaliere, per non parlare poi del pronto soccorso del ‘Vito Fazzi’, dove ogni giorno si assiste a situazioni emergenziali”.

Ma la lettera aperta nasce anche da un fatto. Il rappresentante della Funzione pubblica della Cgil ricorda di aver sollecitato più volte la direzione generale sul tema, a quanto pare senza ricevere risposta. “Il fatto che l’attività di extra locazione dei pazienti in diversi reparti sia ormai prassi consolidata – aggiunge Cataldi -, fa dedurre che non si tratti di un episodio epidemiologico emergenziale quanto piuttosto di una carenza organizzativa ma anche strutturale di posti letto in provincia di Lecce, almeno per alcune specialità, per cui sarebbe opportuno che il management si facesse carico una volta per tutte di affrontare tale situazione, convocando un tavolo di confronto”.

Ancora: Cgil chiede al management aziendale se, “attesa un’età media abbastanza elevata del personale infermieristico e il conseguente naturale incrementodi  patologie limitanti dell’attività professionale”, siano state adottate misure perché molti siano collocati “in postazioni concilianti” con le loro problematiche.

“Basterebbe, infatti, acquistare gli ausili per lo spostamento di carichi e distribuirli dove necessario – suggerisce - per far sì che i lavoratori con limitazioni possano continuare, senza alcuna conseguenza sulla propria salute, a svolgere la loro attività nei reparti, espletando le mansioni proprie, utili a garantire un costante servizio sanitario di qualità al cittadino”.

E ancora, ricorda: “In diverse occasioni capita che gli operatori sanitari siano chiamati in giudizio per vertenze o situazioni medico-legali non dipendenti dal loro operato diretto ma da una precaria situazione lavorativa e organizzativa di reparto”. Per questo appare “necessaria e urgente un’azione mirata che tenti di affrontare tali problematiche”. “Non è infatti, più rinviabile una precisa e puntale verifica in tutte le strutture sanitarie insistenti sul territorio salentino. Parrebbe che la stessa direzione generale dell’Asl – conclude - ne abbia censite oltre centocinquanta”. 

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