Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

“Salta” il via libera al chiosco bar tra le querce vallonee di viale Gallipoli

Agli uffici era "sfuggito" che l'area è del demanio, non del Comune. Nella maggioranza dubbi sulle altre concessioni in attesa di via libera. La minoranza chiede una moratoria fino al regolamento e al piano commerciale

Le querce vallonee.

LECCE – Sospiro di sollievo per gli ambientalisti e per le querce vallonee di viale Gallipoli, testimonianza longeva prima inclusa nell’orto botanico del Principe Umberto. Verrà ritirata la delibera per la concessione che autorizza l’installazione di un chiosco bar proprio davanti all’Agenzia del territorio. Il motivo, clamorosamente sfuggito all’ufficio Urbanistica del Comune di Lecce, è molto semplice: come aveva messo in evidenza Vittorio De Vitis del Wwf, quell’area è di proprietà dello Stato e il Comune, dunque, non può disporne.

Lo scivolone è stato riconosciuto nella seduta congiunta tra la commissione Annona e quella Urbanistica, dove la discussione sulle sei concessioni pendenti è avvenuta alla presenza dei rispettivi assessori, Luciano Battista e Severo Martini e del dirigente del settore Urbanistica, Luigi Maniglio.

Diversi consiglieri, anche di maggioranza, hanno manifestato dubbi e imbarazzi: per Antonio Rotundo, del Pd, è assurdo autorizzare un chiosco in Piazza Ludovico Ariosto, sul quale insistono già diversi bar (trovando l’adesione del consigliere di Lecce città del mondo, Gianluca Borgia). Per Roberto Martella, del Pdl, è inopportuno consentire l’installazione di una struttura prefabbricata in Piazza Palio, in prossimità delle scuole Deledda e Galilei, ricordando l’ordinanza prefettizia successiva al tragico attentato di Brindisi.

Ma i dubbi sono anche di ordine politico. Angelo Tondo, anch’egli del Pdl e presidente della commissione Urbanistica, ha dichiarato di essere contrario al recente orientamento dell’amministrazione comunale di consentire l’apertura di esercizi dove si vendono prodotti alimentari. Bernardo Monticelli Cuggiò, di Futuro e Libertà, ha espresso il suo ovvio sostegno all’iniziativa economica dei privati, ma ha sollecitato una mappatura dei chioschi già esistenti.

Nel corso degli interventi poi è emersa evidente una lacuna: la mancanza di un piano commerciale, come pure auspicato dalla normativa regionale in materia (legge numero 18 del 2001) e l’assenza di un regolamento. Cosa che ha fatto salire i toni in un confronto tra Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, e l’assessore Martini: “Deve essere chiaro – ha detto l’esponente della minoranza – che senza un regolamento l’istruttoria di una richiesta si deve fermare, altrimenti ci prendiamo in giro affidando tutto alla discrezionalità”. Battista, da parte sua, ha assicurato che il piano commerciale non dovrebbe tardare ad essere presentato all’attenzione di consiglieri.

Intanto, però, si pone il problema di come comportarsi nelle more: il Pd ha chiesto la revoca delle sei delibere pendenti e una moratoria fino all’approvazione del piano commerciale e del regolamento comunale per la concessione di suolo pubblico per attività commerciali: fatto che non può avvenire, sottolineano i democratici, che per bando pubblico, con regole certe e trasparenti per tutti. 

I chioschi bar autorizzati nella seduta di giunta del 28 dicembre sono, oltre a quello di viale Gallipoli, quelli di via Marinosci, Piazza Ludovico Ariosto, Piazza Palio, via Pozzuolo, via San Nicola. 

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