Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Chiude lo sportello postale a Frigole. E scoppia la rabbia dei residenti

L'assessore comunale, Andrea Guido, allertato dagli abitanti della marina leccese, interviene in loro sostegno, in merito alla vicenda della chiusura dell'ufficio, sostenendo che i servizi non vadano decurtati, ma rafforzati

Frigole (LECCE) – “Sostengo pienamente le ragioni dei residenti di Frigole che, questa mattina, mi hanno esternato preoccupazioni e lamentele per la chiusura dello sportello delle Poste italiane”. Con queste parole, Andrea Guido, assessore alla qualità della vita del Comune di Lecce, interviene sulla vicenda che sta interessando gli abitanti della marina, dinanzi alla chiusura dell’ufficio postale.

“Mentre l'amministrazione comunale è intenta a valorizzare le sue marine – prosegue -, dotandole di servizi e di aspetti che ne possano incrementare l'attrattività, Poste Italiane sottrae a una marina di riferimento per Lecce un servizio di fondamentale importanza come lo sportello delle Poste, utile non solo ai cittadini che vivono a Frigole durante tutto l'anno ma anche ai turisti che la frequentano in questi ultimi scorci d'estate”.

Guido annuncia la volontà di impegnarsi per comprendere le ragioni di questa scelta, invitando Poste Italiane a rivedere la decisione di chiudere l'ufficio, ritenendola “del tutto inadeguata”, in un momento in cui si cerca di incentivare lo sviluppo delle marine leccesi per renderle vivibili e autonome, tanto quanto la città capoluogo.

Nel frattempo, Guido ammette di comprendere i malumori dei cittadini, che ora si vedranno costretti ad uscire da Frigole per potersi recare ad un ufficio postale: “Sono dell'idea – afferma - che i servizi, soprattutto quelli primari, dovrebbero essere incrementati, potenziati e migliorati, non decurtati. È l'invito che rivolgo a Poste Italiane: di considerare i disagi che alcune scelte possono comportare alle comunità, a prescindere dalle logiche economiche e aziendali”.

“Se si tratta di problematiche di natura economica – prosegue Guido -, perché Poste Italiane non decide di avvalersi di gente del posto? Di giovani, in cerca di lavoro, che accetterebbero di buon grado di lavorare nella propria terra? Un invito, una proposta, questa, che rivolgo ai gruppi dirigenziali”.

 

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