Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

"La Dia di Lecce non chiude". Mantovano e Motta rassicurano

Dall'ex sottosegretario agli Interni un'ulteriore verifica "personale e diretta" sull'ipotesi di chiusura degli uffici presso la Procura di Lecce e accorpamento alla sede di Bari

Cataldo Motta e Alfredo Mantovano

LECCE - Il comunicato è laconico, di quelli fatti apposto per fugare ogni dubbio. Del resto è il suo stile, espressivo e comunicativo. L'ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, interviene nuovamente sull'ipotesi di chiusura degli uffici leccesi della Direzione investigativa antimafia, eventualità che smentisce "nella maniera più assoluta". L'esponente del Pdl scrive di aver effettuato in tal senso ulteriori verifiche, personali e dirette. Evidentemente con dirigenti del ministero o con "contatti" del nuovo esecutivo.

Analoghe certezze sono arrivate anche dal procuratore capo Cataldo Motta che nelle ultime ore aveva riportato d'attualità il tema, già affiorato nel dibattito il 19 ottobre.  In quella stessa occasione immediate furono le rassicurazioni dell'allora sottosegretario agli Interni. Lunedì, a margine di una conferenza stampa lo stesso Motta aveva rilanciato con una battuta a margine di una conferenza, il sospetto che la chiusura della Dia leccese fosse stata tutt'altro che scongiurata. 

Forse non a conoscenza delle parole odierne di Mantovano, Antonio Buccoliero, capolista dei Moderati e Popolari, uno dei gruppi che compongono la federazione "Alleanza per il Salento", torna a porre la questione in termini di baricentrismo: "I titoli di apertura dei nostri quotidiani continueranno ogni giorno a raccontare di una terra che, già penalizzata per l’essere periferica, perderà ogni giorno importanti servizi allocati nel territorio salentino, a tutto vantaggio del capoluogo barese". E via con l'elenco delle note dolenti: assenza del Salento "nei progetti di altà velocità e alta capacità ferroviaria, l’accorpamento della Soprintendenza a Bari, l’autostrada che si ferma a Bari, il tentativo di sottrarci la Scuola dell’Aereonautica Militare a Taranto, la paventata soppressione del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Brindisi e potremmo continuare in un elenco che non finirebbe mai”.

 

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