Politica

Sit-in a Frigole contro l'imminente chiusura dell'ufficio postale

I residenti della marina leccese si sono ritrovati davanti alla sede che sarà dismessa tra pochi giorni. Antonio Rotundo sollecita un intervento bipartisan in soccorso della comunità del borgo e soprattutto dei più anziani

FRIGOLE (Lecce) – Salvo decisioni in extremis, l’ufficio postale di Frigole chiuderà i battenti il 19 dicembre, senza se e senza ma. Vani gli appelli di esponenti politici del territorio, inutile la petizione popolare. Sembra svanita anche l’ipotesi che voleva il servizio in funzione a giorni alterni. Così oggi molti residenti della marina hanno inscenato un sit-in per attirare l’attenzione su una questione che rischia di mettere in gravi difficoltà la comunità e soprattutto le persone più anziane. Si pensi ad esempio a coloro che ritirano personalmente la pensione, non potendo fare altrimenti.

“La decisione assurda, incomprensibile e fortemente penalizzante dei diritti dei cittadini, va rivista e revocata – ha dichiarato il consigliere comunale del Pd, Antonio Rotundo - e per ottenere questo obiettivo è necessario un impegno unitario delle forze politiche ed istituzionali aldilà del colore politico per assicurare la permanenza nel piccolo centro costiero del servizio postale, e in questa battaglia il Comune è chiamato a compiere ogni sforzo e ad assumere una iniziativa urgente in questa direzione”. L’esponente della minoranza sollecita dunque tutte le forze politiche cittadine ad intervenire in soccorso della popolazione, ricordando come non si possa accettare la chiusura di un altro ufficio postale dopo quello di San Cataldo.

E, a tale proposito, il sindaco risponde a stretto giro di posta: “E' una decisione incomprensibile, contraria alla logica e al buon senso”, commenta Paolo Perrone. “La comunità di Frigole rischia di essere scippata di un punto di riferimento importante, grazie al quale migliaia di cittadini - che risiedono anche nelle  stagione invernale nella marina leccese e nei borghi limitrofi - potevano contare su un servizio di grande utilità".

"Per questo motivo - conclude -, abbiamo inviato una lettera all'amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, per chiedergli le ragioni di una scelta che appare incomprensibile e che penalizza fortemente la comunità di Frigole, invitandolo altresì a revocare il provvedimento e a ripristinare l'Ufficio postale”.

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