Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

No alla chiusura selvaggia dei tribunali. I sindacati salgono sulle barricate

La Funzione pubblica di Cisl, insieme alle altre categorie, denuncia la situazione di "caos" per cittadini e lavoratori, conseguente al piano di soppressione delle sedi periferiche. "Serve riorganizzazione per migliorare il servizio"

LECCE – E’ ufficiale: il decreto firmato dal ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, è entrato in vigore oggi. Via libera, quindi, alla misura governativa di contenimento dei costi della giustizia, mediante una sforbiciata delle sedi periferiche dei tribunali italiani: cinque nell’intera provincia di Lecce (Casarano, Tricase, Galatina, Campi Salentina e Gallipoli) mentre per Maglie e Nardò la decisione potrebbe essere rimandata di altri cinque anni.

La Fp (Funzione pubblica) Cisl di Lecce, unitamente alle altre sigle sindacali  ed in linea con le politiche nazionali, torna a ribadire, quindi, le proprie preoccupazioni relative alla nuova riforma giudiziaria che prevede anche la mobilità del personale da una sede all’altra. Già nella mattinata di domani, infatti, il personale in servizio dovrà presentarsi presso la sede del Tribunale di Lecce.

Le organizzazioni sindacali chiedono, con forza, un rinvio tecnico dei provvedimenti di riordino per avere il tempo utile a progettare i cambiamenti che servano davvero a far funzionale meglio l’amministrazione giudiziaria. Il tutto nel pieno “interesse dei cittadini e dei lavoratori dei tribunali”.

“Al fine di evitare l’ennesima penalizzazione per i lavoratori e i cittadini e dare una riorganizzazione vera della giustizia- spiegano i sindacalisti, annunciando la mobilitazione di tutto il personale del comparto – ribadiamo il “no” alla chiusura degli uffici giudiziari territoriali distrettuali. C’è bisogno di una nuova riorganizzazione che renda il nostro territorio più coeso, più competitivo e più capace di generale sviluppo”.

Per i sindacati confederali il cambiamento vuol dire: modernizzare il sistema giudiziario, digitalizzare i processi, generare risparmi veri per una giustizia efficiente che serva anche all’economia, fare controllo di gestione, individuare nuove funzioni per il personale non togato, coprire le carenze di organico, riorganizzare gli uffici mettendo al centro il servizio e valorizzando le professionalità e farlo attraverso un corretto sistema di relazioni sindacali.

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