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Frasca in Sgm, centrodestra provinciale a valanga contro Salvemini

A difesa della nomina dell'esponente de La Puglia prima di tutto, dopo la nota di Bruni, rincara la dose Ciardo, capogruppo Pdl. Ma il consigliere comunale ribadisce: "Nulla di personale, questa è un'operazione di trasparenza"

Palazzo dei Celestini, sede della Provincia di Lecce.

 

LECCE – Il centrodestra provinciale, dopo la prima ondata di ieri, si scaglia anche oggi su Carlo Salvemini, consigliere comunale di Lecce Bene Comune, colpevole di essersi pubblicamente chiesto a quali criteri – se politici o meritocratici - risponda la nomina di Mino Frasca, esponente del Pdl eletto in Provincia con l'Udc e poi transitato per la Puglia prima di tutto, che nei prossimi giorni diventerà presidente di Sgm, la società che gestisce trasporti e parcheggi nel capoluogo salentino. Il curriculum  di Frasca e quello delle altre due figure di fresca nomina – Francesca Conte nel cda e Giuseppe Cairo nel collegio sindacale – sono a disposizione di chiunque sul sito del Comune di Lecce dove si potrà anche leggere che Giovanni Peyla, ultimo presidente dell'azienda, ha percepito nel 2011 un compenso lordo di 39mila e 200 euro.

E’ Biagio Ciardo, capogruppo del Pdl in Provincia a lanciare a nome di tutte le sigle di maggioranza il secondo assalto contro il rappresentante comunale: “Ci domandiamo, alla luce di tanto accanimento personale e diretto all’uomo nei confronti di Mino Frasca, dove è stato, dove ha risieduto e in quale universo si trovasse Carlo Salvemini quando il suo segretario provinciale assumeva la guida di Stp, oppure quando tra i suoi stessi ambienti e presso le stesse radici politiche di sinistra venivano designati gli amministratori di Salento Energia o Alba Service. La risposta è semplice: allora Carlo Salvemini partecipava a quelle scelte di partito che oggi osteggia perché prese dall’altra parte dello schieramento. Oggi è arrivato il tempo del puritanesimo”.

Dopo aver rimproverato al centrosinistra tutti i disastri finanziari delle partecipate da Palazzo dei Celestini, Ciardo prosegue: “L’ex segretario cittadino dei Ds, che evidentemente conosceva bene quel personale politico, le rispettive provenienze scolastiche o accademiche (se c’erano), ha mai lanciato strali contro di loro? Dove sono le dichiarazioni di Salvemini che censurano queste scelte? Dove domiciliava politicamente Salvemini, se non nella segreteria dei Ds, futuro Pd? Ci viene da pensare che abbia condiviso quelle scelte, le abbia avallate da quella postazione di vertice del partito che ha ricoperto non ci pare con molte critiche per le nomine espresse nel tempo. Ecco dunque che il Salvemini acquiescente e silente del passato si scatena contro l’uomo Frasca, la butta sul personale, lanciando ombre sarcastiche e ironiche”.

Noi siamo certi che Frasca, come D’Autilia in Alba Service, Pepe in Stp e Mazzeo in Salento Energia sarà ampiamente in grado di sostenere la gestione aziendale di Sgm, portando frutti di risanamento e di miglioramento dei servizi. Come hanno fatto tutti gli altri appena citati, nominati tra le critiche e poi capaci di invertire la rotta delle rispettive aziende per riportarle in acque serene dopo averle strappate alla tempesta delle gestioni del centrosinistra”. Dopo aver accusato Salvemini di gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica, Ciardo lo invita a giudicare Frasca dai fatti e dai numeri e chiedere scusa per “un’operazione del tutto gratuita”.

Salvemini: “Non c’è nulla di personale, ma la nomina è indifendibile”.

“Informo il consigliere Bruni che l’unico sconcerto comprensibile è quello nei confronti di una nomina indifendibile rispetto alla quale non solo io esprimo critiche e censure, ma tanti elettori militanti e dirigenti politici dello stesso Pdl”. Così Salvemini aveva replicato ieri sera, dal suo blog, al comunicato di Francesco Bruni, vice coordinatore provinciale del Pdl, accennando dunque all’imbarazza che ci sarebbe in alcuni settori della maggioranza cittadina che, fino ad oggi, non si è espressa sulla vicenda.

“Qui non c'è nulla di personale nei confronti dell'interessato – assicura l’esponente di Lecce Bene Comune-. Semmai il contrario: difendere un principio generale al quali tutti a parole si dichiarano impegnati, quello del merito, delle capacità, delle competenze. Altro che campagna di fango, questo è un’operazione di trasparenza: è sconcertante che il vice coordinatore del Pdl non ne colga il significato”.

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