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Sigilli a “Il Barroccio”, per Ciardo è stato un intervento punitivo

Il consigliere comunale de La Puglia prima di tutto, architetto, prende posizione dopo il sequestro preventivo della parte esterna del locale, molto frequentato, nei pressi dell'Obelisco: "Non esiste alcun vincolo paesaggistico su quella zona"

LECCE – Dai banchi della maggioranza di centrodestra arriva una significativa presa di posizione sul sequestro preventivo della copertura esterna de “Il barroccio”, locale che sorge su viale dell’Università. La notizia ha fatto rapidamente il giro della città, trattandosi di uno dei posti di ritrovo più gettonati di Lecce.

Per Rocco Ciardo, capogruppo a Palazzo Carafa de La Puglia prima di tutto, l’intervento della polizia municipale “ha il sapore di un intervento punitivo, il provvedimento che ha disposto la chiusura della zona esterna de Il Barroccio, una misura preventiva che non tutela alcunché e piuttosto penalizza una struttura che offre lavoro a otto famiglie”. Il provvedimento adottato ieri, va precisato, non ha comunque pregiudicato l’attività del bar che è rimasto regolarmente aperto.

L’esponente del centrodestra argomenta il suo convincimento prima con considerazioni sulla congiuntura economica affermando che “soprattutto in questo particolare momento storico di profonda crisi economica e occupazionale, spiace constatare che non si riesca ad attuare una procedura che accompagni il cittadino lavoratore verso la regolarizzazione di eventuali anomalie senza penalizzare così pesantemente l’attività lavorativa”.

C’è poi, per Ciardo, che di mestiere fa l’architetto, una ragione specifica: “Da tecnico intendo precisare che la vicinanza a un monumento, l’Obelisco, di grande pregio storico impone senza dubbio che con questo la struttura debba armonizzarsi, ma non esiste alcun vincolo paesaggistico sulla zona nella quale sorge il bar”

“In definitiva” – conclude il consigliere Rocco Ciardo – “auspico che nel più breve tempo possibile si possa trovare una via di conciliazione per consentire al bar di lavorare serenamente nel rispetto delle leggi, delle regole e dei numerosi avventori che trovano riparo sotto quella tettoia della discordia”.

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