Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Circoli: prima Cavallino, poi Tricase: venti di guerra fra Blasi e Piconese

C'è ora il nodo Ernesto Abaterusso ora al centro delle polemiche. Ed è molto duro scontro fra il consigliere e il segretario

Nella foto, Sergio Blasi.

LECCE – In principio fu Cavallino, poi venne il caso Tricase. E nel Partito democratico salentino l’onda anomala si fa sempre più alta, fra giochi di forza, sospetti, rancori e con il nodo Ernesto Abaterusso ora al centro delle polemiche, con una crepa ormai evidente e che rischia di diventare vera e propria spaccatura.

In un lungo e animato intervento, il consigliere regionale Sergio Blasi sfida a braccio di ferro il segretario provinciale Salvatore Piconese. “Con il commissariamento di Tricase cade un altro circolo non allineato alla corrente di Abaterusso. Di più, lo stesso Ernesto Abaterusso si autonomina commissario di un circolo colpevole di non averlo sostenuto alle elezioni regionali”, accusa Blasi. “L’intenzione del neo commissario – dice - è quella di tesserare al partito il principale esponente dell’opposizione al governo cittadino guidato dal Pd”.

La replica è pronta e arriva, appunto, da Piconese. “Ancora una volta devo intervenire per correggere alcune inesattezze, esternate volutamente, del consigliere Blasi. Ormai è sua consuetudine inveire contro il Pd salentino, dimenticando, ancora volutamente, che sono stati proprio quel partito e la sua segreteria provinciale a candidarlo e ad eleggerlo nelle scorse elezioni regionali 2015”.

“È necessario chiarire – aggiunge Piconese - che a Tricase non c’è stato nessun commissariamento del Pd locale, tant'è che Stefano Valli è ancora il segretario cittadino del circolo, ma invece c'è stato un intervento legittimo della commissione regionale per il tesseramento, al fine di rimuovere qualsiasi ostacolo o impedimento, così come segnalato, nelle operazioni di tesseramento. Un principio democratico sancito dal Pd nazionale – specifica - e ribadito dal vicesegretario nazionale Guerini, ossia la volontà politica di aprire il tesseramento a chiunque faccia richiesta entro il 31 gennaio”.

Prima ancora che Piconese replicasse, Blasi l’aveva però preso (quasi) in contropiede, e senza troppi giri di parole: “Possiamo già da ora derubricare al novero delle chiacchiere le giustificazioni che il ‘carismatico’ segretario provinciale addurrà a questa ennesima porcheria. Non posso, però, lasciar passare sotto silenzio quest’operazione – ha detto - che, come quella appena realizzata a Cavallino, dimostra che la segreteria provinciale rischia di scavare un solco pesante tra il Pd e la popolazione dei comuni nei quali decide di intervenire in maniera così violenta”.

Secondo Blasi, “i metodi con i quali si agisce in queste operazioni tradiscono una concezione dell’elettorato come gregge da portare alle urne arruolando quanti più pastorelli possibile, di qualsiasi provenienza. Mi chiedo come mai un politico di così grande esperienza come Abaterusso non arrivi a comprendere, neanche dopo l’esito delle regionali, che non basta modificare i rapporti di forza interni a un circolo a botte di tesseramenti di pezzi di ceto politico, e relativi parenti, per assicurarsi che i cittadini alle urne scriveranno il nome desiderato, magari frutto di macedonie politiche senza capo né coda, e soprattutto frutto di nessun programma politico”.

“A me sembra evidente – aggiunge Blasi - che ordinare al suo segretario provinciale di commissariare circoli non è buon metodo per conquistarsi le simpatie di chi già non l’ha sostenuto. Soprattutto se si commissariano circoli vivi e attivi, nei quali con buona volontà e senza alcun tornaconto lavorano persone che negli anni hanno costruito una riconoscibilità nei confronti degli elettori e che, all’improvviso, vengono messe da parte per fare spazio a chi fino a un minuto prima contrastava il Pd. Mi chiedo, e chiedo alla segreteria provinciale, ma davvero si pensa che queste operazioni faranno aumentare il consenso dei cittadini nei confronti del Pd?”

Ma Per Piconese, appunto, le cose stanno diversamente, e neache lui la manda a dire. “Capisco che Blasi sia impegnato, in questi mesi, nel faticoso tentativo di realizzare la sua personale associazione (“Prendi posizione”, Ndr) – replica - e che quindi non abbia il tempo di frequentare o seguire le vicende del Pd, ma ciò non giustifica il continuo attacco ad un gruppo dirigente che in due anni ha ricostruito interamente il partito sul territorio ridando linfa vitale ad una comunità politica che qualcuno in passato ha distrutto e svuotato completamente”.

“A noi interessa un Pd forte, inclusivo e aperto, che sappia uscire dall'isolamento politico e che diventi un punto di riferimento dei territori. Il partito debole, esclusivo e per pochi intimi, quello dei "tempi bui" – conclude - lo lasciamo alle esperienze passate e a coloro che ancora oggi danno precedenza alle proprie ambizioni personali”. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Circoli: prima Cavallino, poi Tricase: venti di guerra fra Blasi e Piconese

LeccePrima è in caricamento