Politica

Cisal contesta il piano di riordino sanitario e chiede le dimissioni di tutti

Il sindacato affonda il colpo: "Il regolamento viola la legge regionale numero 4 del 2010. Questa politica sanitaria riduce i bisogni assistenziali a merce di scambio"

LECCE - La segreteria Cisal entra a gamba tesa sul piano di riordino ospedaliero, arrivando a chiede le dimissioni di tutti i vertici, regionali e locali. “Riteniamo che il regolamento per il riordino ospedaliero della Regione Puglia, approvato d’imperio dalla giunta, nonostante le due consecutive bocciature “ politiche “ nella III Commissione sanità del Consiglio, non sia valido”.

Il sindacato sostiene che il piano non possa e non debba essere attuato perché “redatto in violazione della legge regionale numero 4 del 2010 che, all’articolo 19 e più precisamente ai comma 9 e 10, spiega compiutamente quello che i direttori generali delle Asl pugliesi avrebbero dovuto fare ed attuare, e non l’hanno fatto, già da ben sette anni”. Ovvero, approvare “l’atto aziendale, documento programmatico preliminare a qualsivoglia organizzazione aziendale”.

“La giunta regionale avrebbe dovuto poi valutare ed approvare secondo regole ben precise – puntualizzano i segretari Cisal -, ma ciò non è stato mai fatto. Ed è alquanto strano che quest’importante legge regionale non venga mai richiamata nel succitato regolamento. Ricordiamo, inoltre, che se quest’ultimo è in contrasto con la normativa, vale la legge regionale di riferimento”.

“Questa politica sanitaria sta riducendo le problematiche assistenziali dell’intera regione a merce di scambio del più becero clientelismo; inventando modi e concetti fittizi di organizzazione sanitaria”, si legge ancora nella nota. Cisal assicura che continuerà a vigilare affinché, prima di tutto, "non venga leso il diritto alla salute dei cittadini ed al fine di salvaguardare tutte le figure professionali che operano nelle strutture sanitarie".

“Alla luce dell’importanza e della gravità di quanto sopra esposto, richiediamo ora le immediate dimissioni di tutti i direttori generali delle Asl pugliesi e dell’ex capo del dipartimento Salute – conclude il sindacato -. Per quel che riguarda i componenti della III^ Commissione sanità che hanno votato a favore di questo piano di riordino ospedaliero e la stessa giunta regionale, la decisione compete ai membri del Consiglio pugliese”. 

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