Jobs Day, Cisl in piazza con i lavoratori. “Puntiamo al confronto con il governo”

La segreteria leccese ha organizzato un dibattito presso la Cassa edile per lanciare la manifestazione nazionale del 18 ottobre. Il segretario Stefanizzi: "Lo scontro serve solo a mettere ai margini il sindacato, dialoghiamo con Renzi entrando nel merito delle questioni"

Un momento del convegno

LECCE – Scelte concrete per la crescita economica che passino attraverso la riduzione del carico fiscale, il rilancio degli investimenti, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali ed una nuova politica industriale. E’ questa la premessa della piattaforma elaborata da Cisl per il prossimo appuntamento del sindacato, insieme ai colleghi di Cgil e Uil: sabato 18 ottobre le parti sociali porteranno di nuovo in piazza i lavoratori, in occasione della giornata nazionale di mobilitazione “Jobs day”.

L’iniziativa è stata illustrata oggi dagli esponenti locali della Cisl in occasione di un incontro che si è tenuto presso la Cassa edile di Lecce. “La manifestazione, che ci vedrà partecipi a Bari, poggia sulla consapevolezza di vivere in una società in continua trasformazione i cui processi sono fortemente influenzati dalla crisi economica, dall’ ingovernabilità del Paese e dal decadimento della politica – ha spiegato in premessa il segretario generale Piero Stefanizzi -. Le rappresentanze sociali sono vittime anch’esse di un attacco brutale: tuttavia noi intendiamo uscire dal ring della protesta che porta solo alla marginalizzazione del sindacato. Allo scontro preferiamo il confronto, per evitare di essere etichettati come nemici del cambiamento”.Cisl convegno 004-2

Anziché la sterile difesa di posizioni di privilegio, Cisl intende ripartire dal dialogo con il governo. Ponendo una premessa chiara: “Intendiamo sfidare Matteo Renzi entrando nel merito della questioni – avvisa Stefanizzi -, partendo dal contratto a tutele crescenti che può rappresentare un’opportunità solo nel caso in cui arrivi a sostituire, completamente, tutte le tipologie di contratti finti, fonte di abusi (vedi partite Iva e co.co.pro.) e sia affiancato da interventi e risorse per le politiche attive”.

Per quanto riguarda le azioni in favore dell’occupazione, poi, il segretario aggiunto Antonio Nicolì è entrato nel dettaglio di un protocollo d’intesa sottoscritto da parti sociali ed enti locali che mira a rianimare il mercato del lavoro.

Il 28 luglio, infatti, presso la Regione Puglia è stato sottoscritto un Accordo quadro, firmato dai tre confederali ed Ugl, che mira ad una riconversione, in senso produttivo, della spesa relativa agli ammortizzatori sociali. In quest’ambito è presente una misura straordinaria chiamata “lavoro minimo di cittadinanza” che coinvolge direttamente i Comuni: gli enti locali, singolarmente o in forma associativa, possono promuovere progetti per la ricollocazione dei lavoratori che usufruiscono di cassa integrazione e mobilità. Le persone vengono reimpiegate in lavori di pubblica utilità e rappresentano una risorsa a costo zero per le amministrazioni locali, in vista di una stabilizzazione futura (almeno parziale) della forza lavoro.

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Un altro intervento interessante è quello promosso dal protocollo firmato da Regione Puglia, Anci  e Formedil che mira alla realizzazione dei cosiddetti “cantieri di cittadinanza”. “Si tratta di una misura rivolta a disoccupati di lunga durata e persone con particolari fragilità sociali – ha spiegato Nicolì -. Gli enti pubblici possono promuovere nuove occasioni di lavoro per queste persone, impiegandole per attività ausiliari all’impiego pubblico come il recupero degli edifici scolastici in funzione sociale o abitativa”. Il progetto ha ottenuto un primo stanziamento di fondi, per un totale di 4milioni di euro, da parte del governo di via Capruzzi.

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