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Congresso Pdl, La Città alza la voce. Il nodo è sempre Gabellone

Si avvicina il confronto interno e la componente che fa capo ad Alfredo Mantovano ribadisce la sua contrarietà all'indicazione dell'attuale presidente della Provincia come coordinatore del partito

Antonio Gabellone

 

LECCE - Nell'ultimo incontro leccese, Alfredo Mantovano aveva liquidato come "prematura" l'ipotesi che accredita l'attuale presidente della Provincia, Antonio Gabellone, come possibile coordinatore provinciale del Pdl. E sull'argomento sono tornati oggi tutti gli esponenti cittadini del movimento "La città", con una nota collegiale: la firma è quella dell'assessore alle Attività produttive, Luigi Coclite, di Giuseppe Ripa, del presidente di Lupiae Servizi Giuseppe Tamborrino, del capogruppo Pierpaolo Signore e dei consiglieri Corrado De Rinaldis e Umberto Mele. 
 
Il congresso provinciale è alle porte e le componenti scalpitano per il posizionamento. Come accade al Palio di Siena, nelle fasi, spesso interminabili che precedono il segnale di via dato dal mossiere. I mantovaniani hanno già detto più volte che si aspettano un confronto politico e non solo numerico - la matrice fittiana sul partito è quella predominante, del resto - e fino ad ora hanno rinunciato ad indicare proprie candidature nella convinzione di poter trovare una sintesi ragionevole con la maggioranza interna. Sintesi che, a quanto pare, non può rappresentare l'inquilino di Palazzo dei Celestini.
 
"Sorprende che tra i candidati al coordinamento provinciale che dovranno tradurre quella linea in azione politica, venga ipotizzato il nome di Antonio Gabellone. Alla sua individuazione ed elezione a presidente della Provincia abbiamo contribuito tutti, con generosità e senza distinzioni, così come siamo al suo fianco nell’azione di governo: ci rammarica pensare che durante e dopo il confronto interno al Pdl diventi un  capocorrente anche nella convinzione che questo non gioverebbe nè al partito, nè all’istituzione che rappresenta. Senza nulla dire, peraltro, della sovrapposizione di incarichi e del conflitto fra ruolo istituzionale e politico. E’ come, ad esempio, se il sindaco Paolo Perrone per il quale siamo in campagna elettorale, si proponesse domani quale candidato coordinatore cittadino del PdL, con ciò  snaturando la sua carica istituzionale e venendo meno al suo ruolo di garante dell’intero centrodestra". 
 
Sibillina, ma ugualmente significativa, la chiosa finale: "Ci auguriamo che ciò non accada e che il congresso provinciale sia animato da una competizione leale e proficua che non produca contraccolpi anche in vista delle prossime scadenze elettorali".
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