Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

"Costretti a pagare 2 milioni di euro in più": rifiuti, l'affondo di Poli Bortone

Attacco sul capitolato sottoscritto dalla giunta Perrone: "Perché non è stata richiesta alla società il pagamento della penale per il mancato raggiungimento degli obiettivi della raccolta?"

In foto: Adriana Poli Bortone in conferenza stampa

LECCE - Una città sporca e triste, con le strade rattoppate dopo la posa dei cavi della fibra ottica. Un capoluogo in cui mancano i controlli, il commercio è quasi esaurito e la movida giovanile mortificata.

Questo il ritratto di Lecce nelle parole di Adriana Poli Bortone, di nuovo in corsa per la guida di Palazzo Carafa, sostenuta da Civiche Unite, in rotta di collisione con la coalizione di centrodestra.

Ma questo ritratto a tinte fosche del capoluogo, uscito “malconcio dopo dodici anni di malgoverno”, è niente rispetto alla disamina del servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti in città.

“I cittadini hanno pagato 2 milioni e mezzo di euro in più per un servizio non reso” è l’accusa lanciata all’indirizzo di Paolo Perrone e del suo assessore all’ambiente, Andrea Guido, considerato “incapace” di svolgere al meglio il suo ruolo*.

Poli Bortone immagina di poter adire le vie legali, mettendo in piedi una class action cittadina, per ottenere il rimborso “da un’amministrazione che è stata così vessatoria nei confronti della popolazione, nonostante l’impoverimento generale delle persone e delle famiglie”.

Com’è stata calcolata questa cifra extra, ricaduta sulle tasche dei cittadini sotto forma di tassa sulla spazzatura? L’ex sindaca ha preso in mano il capitolato d’appalto per l’affidamento del servizio, redatto nel 2015 (sotto la Giunta Perrone, con Andrea Guido all'epoca assessore all'Ambiente), e ha scoperto che il Comune di Lecce "avrebbe dovuto far pagare una penale all’azienda che gestisce il servizio (Monteco, ndr) per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata".

Più tecnicamente: “L’articolo 20 del capitolato spiega che, in tal caso, sono a carico della società il 50 percento degli oneri di smaltimento conseguenti, compresa l’ecotassa. L’azienda non potrà neppure pretendere gli adeguamenti del canone o rimborsi di qualunque tipo”.

“La Regione Puglia ha fissato l’obiettivo al 60,13 percento ma Lecce ha superato il 50 percento solo nel biennio 2017-2018. Nei due anni precedenti la percentuale di raccolta differenziata è stata di appena il 22 ed il 37 percento”, spiega Poli Bortone a sostegno della sua tesi.

“Perché non è stata richiesta questa penale alla società?”. Questa la domanda cruciale della senatrice che, scavando a fondo nell’argomento, ha ravvisato altre presunte anomalie.

Innanzitutto il Comune non avrebbe predisposto i dovuti controlli sulle attrezzature previste tra i servizi aggiuntivi. “L’azienda ha presentato dei servizi aggiuntivi nell’offerta che le ha permesso di aggiudicarsi l’appalto. Tra questi 5 mila e 42 composter domestici: chi ce l’ha in casa alzi la mano. Poi, disseminati in città, dovrebbero esserci contenitori 130 contenitori per indumenti usati, 337 campane, 20 contenitori interrati, 167 contenitori per pile esauste, 104 per farmaci scaduti, 367 contenitori per oli esausti e addirittura 2 mila 210 cestini getta carte. Vi invito a fare un giro in città per trovare queste attrezzature”, ha aggiunto la Poli, attribuendo all’amministrazione uscente la colpa dei "mancati controlli”.

E ancora: “Mancano i tre Centri di raccolta comunali, previsti nell’appalto, e dovrebbero essere in servizio alcuni operatori ecologici la domenica e uno durante la notte: se li avvistate, fatemelo sapere”.

La denuncia dell’ex prima cittadina non finisce qui. Perché, a suo dire, dal servizio di spazzamento sarebbero state escluse alcune strade: via Adriatica, quelle del comparto 35 e le tangenziali. “Forse chi ha predisposto in bando del 2015 deve aver utilizzato le tavole sbagliate”.

E non solo. La maggior parte di questo lavoro dovrebbe essere svolto manualmente: “I poveri operatori ecologici dovrebbero essere dei fulmini per spazzare oltre 5 chilometri e mezzo di strada”.

Infine la senatrice ha puntato il dito contro l’attività di comunicazione e pubblicità dei servizi a suo dire “poco efficace”, ricordando il contenzioso aperto tra Comune e Monteco sulla cifra per il pagamento del servizio. Nel pomeriggio, l'ex assessore all'Ambiente della Giunta Perrone, Andrea Guido, ha replicato alle parole della senatrice. 

*Per un errore del quale il giornale si scusa nei confronti degli interessati, a partire dall'ex assessore all'Ambiente, Carlo Mignone, le parole di Adriana Poli Bortone sono state interpretate come rivolte all'amministrazione uscente e non, come confermato anche dalla successiva risposta di Andrea Guido, a quella guidata da Paolo Perrone che ha firmato il capitolato d'appalto. 

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