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Revisione degli estimi, si stringe l’assedio intorno all’Agenzia del territorio

Presentata da varie associazioni una diffida ad annullare tutti gli avvisi notificati ai proprietari di immobili. L'avvocato Maurizio Villani e lo Sportello dei diritti svelano il presunto errore che vanificherebbe, comunque, tutta l'operazione

Abitazioni nel centro di Lecce.

LECCE – E’ sempre più intenso il fuoco di sbarramento contro il classamento degli immobili condotto dall’Agenzia del territorio. Dopo gli ultimi pronunciamenti della  Commissione tributaria provinciale c’è ora anche la diffida formale – sottoscritta da Codacons, Adoc e Adusbef – ad annullare tutti gli avvisi di accertamento, compresi quelli già notificati.

La questione, che rischia di aumentare ulteriormente la rendita catastale già lievitata con l’entrata in vigore dell’Imu, è da tempo all’ordine del giorno e riguarda quasi tutto il patrimonio immobiliare della città di Lecce, con precisione quello ricadente nelle cosiddette microzone 1 e 2. Ad oggi sarebbero state emesse già settantamila notifiche, e qualche migliaio ancora sarebbe ancora da inviare. E seimila sono i ricorsi pendenti davanti ai giudici tributari.

La prima discussione nel merito – fino ad ora le sezioni si sono pronunciate solo sulle richieste di sospensiva, nella maggior parte dei casi in modo favorevole - ci sarà il 16 maggio, pochi giorni prima della seduta del Tar di Lecce che dovrà esprimersi sui ricorsi presentati in sede amministrativa da una serie di associazioni, dall’amministrazione comunale e della minoranza.

Ma, nonostante qualche sospensiva non accordata e comunque rinviata al merito, prende sempre più piede la convinzione che tutta l’operazione commissionata all’Agenzia del territorio dal Comune di Lecce, nel 2010, sarebbe “illegittima sul piano del diritto e sbagliata nel merito”, come ha dichiarato l’avvocato Maurizio Villani, specializzato in diritto tributario, che sta curando decine di ricorsi individuali ma anche molti collettivi, in collaborazione con lo Sportello dei diritti. Il tempo stringe, anche perché il 18 giugno i cittadini saranno chiamati a versare l’acconto Imu e, alla luce del nuovo classamento, la rendita catastale delle case e degli altri locali è cresciuta, in media del 20 per cento.

Nel corso di una articolata conferenza stampa, alla presenza di Francesco e Giovanni D’Agata dello Sportello dei diritti, il tributarista ha spiegato il motivo tecnico per cui la revisione della classe di appartenenza degli immobili - prevista da una precisa disposizione di legge - non avrebbe dovuto portare ad alcuna modifica al rialzo: facendo i calcoli esatti, in nessuna microzona il rapporto tra valore medio di mercato e quello medio catastale sarebbe superiore del 43 per cento all’indice medio di tutto il territorio comunale. La norma, infatti, pone come differenza che legittima il classamento uno scarto del 35 per cento, ma l’amministrazione comunale di Lecce, negli atti deliberativi, aveva chiesto di innalzare il limite di tolleranza fino al 43.

villani-4I numeri – secondo uno studio analitico di Confedilizia – direbbero che il passaggio alla classe superiore è conseguenza di un errore materiale: aver usato una media semplice piuttosto che una ponderata. Alla luce di questo ragionamento, l’indice medio comunale ricavato dall’Agenzia è di 1,39 mentre per Confedilizia quello giusto è di 2,04 che, aumentato del 43 per cento, dà come risultato 2,92. E sarebbe questo il rapporto di riferimento per capire se una microzona possa o meno essere sottoposta a revisione.

Stando così le cose nemmeno le zone 1 e 2 presentano uno scostamento significativo, essendo la prima ferma a 2,53 e la seconda a 2,08. Questione di pochi decimali, ma con una ripercussione significativa sulle tasche dei cittadini che, per ogni ricorso, hanno dovuto sborsare 120 euro di contributo unificato oltre che le spese che variano a seconda del patrocinante.

I recenti pronunciamenti della quinta e soprattutto della prima sezione della Commissione tributaria provinciale lasciano, con l'accenno ad una serie di argomentazioni che vanno anche oltre il semplice accoglimento della sospensione, intravedere la fondatezza delle istanze e questo "vento" propizio ha spinto l’avvocato Villani e lo Sportello dei diritti a chiedere all’Agenzia del territorio l’annullamento di tutti gli avvisi – in autotutela perché la Commissione tributaria potrebbe condannare anche al pagamento delle spese – e, al Comune di Lecce, di ritirare tutte le delibere del 2010 che hanno costituito il fondamento politico del classamento.

Anche l’Aduc – altra associazione per la difesa dei consumatori - sollecita i vertici dell’ex catasto a tornare sui proprio passi: "Le prime ordinanze sospensive degli avvisi di accertamento per la revisione del classamento e delle rendite catastali rappresentano una buona notizia per i contribuenti leccesi. I cittadini, compresi i tanti che per ragioni economiche non hanno potuto presentare i ricorsi, non meritano un ingiustificato ed imminente aumento delle tasse”. Data la portata di tutta l’operazione, il caso di Lecce è da settimane tenuto sotto osservazione anche a livello nazionale. 

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