Politica

Il Codacons boccia la differenziata: "Disservizi e scelte incomprensibili"

Per l'associazione il servizio comporta solo più costi. Ma sui furti di kit interviene l'assessore: "Hanno i microchip"

LECCE – A circa un anno dall’avvio del servizio, il Codacons tira le prime somme sulla raccolta differenziata. E la bocciatura è solenne. La disamina dell’associazione di difesa dei consumatori è impietosa. Per l’avvocato Piero Mongelli, che dirige la sezione salentina, il servizio non sarebbe in alcun modo proficuo per i cittadini. Semmai, solo più costoso per le loro tasche.  

Respinta, in primis, la scelta dei cosiddetti carrellati da distribuire per i condomini. “Si è dimostrata costosa e semifallimentare”, chiosa il responsabile del Codacons. Vi sono, per esempio, le “responsabilità maggiori date ai residenti e agli amministratori di condominio”. E ancora: “Spazi dove posizionare i carrellati pressoché inesistenti”, problema che riguarda molti stabili.

Da che ne sovviene una “collocazione dei carrellati lungo la pubblica via o in spazi interni non destinati all’uso”. Con i cattivi odori che arrivano alle narici anche ai piani alti dei palazzi. Vedere la foto scattata alle spalle del ‘grattacielo’, proprio nei pressi del tribunale. C’è chi a stento riesce ad aprire la finestra. I camion per la raccolta del secco passano il martedì, e fino a quel giorno bisogna cercare di tollerare i cattivi odori.   

Vi sono, poi, “nuovi livelli di sanzioni”, per non parlare dei “furti di kit di differenziata con conseguente enorme disagio per i cittadini”. E intanto, il degrado avanza, con le “aiuole riempite di buste della spazzatura depositate lì da qualche incivile”. Di pari passo, le disfunzioni, come “il blocco del servizio nella zona centrale della città, con conseguente riversamento nei pochi cassonetti presenti di quantità enorme di nettezza urbana proveniente da altre parti di Lecce” che comporta “odori disgustosi proprio nel salotto buono della città”.

“Per non parlare – aggiunge Mongelli - del servizio inefficace di raccolta differenziata per i locali commerciali, soprattutto per il food”. Morale: “Il bilancio è assolutamente fallimentare”. Il problema è che “il servizio costerà circa 1 milione e 800mila euro in più”, dice ancora il referente del Codacons, equivalente a una maggiorazione dell’8 per cento “che tutti i cittadini onesti dovranno corrispondere”. Senza considerare le sanzioni, nonostante il servizio non risponda per il Condacons agli standard di qualità ed efficienza.

Compendio di tutte problematiche, è quanto sta avvenendo nel centro di Lecce. Raccogliendo più segnalazioni, il Condacons ricorda l’esistenza di “una situazione a macchia di leopardo”, che in alcuni casi sfiora l’assurdo. Vi sono condomini con più scale che volgono su più vie, dove “si svolge contestualmente sia la raccolta differenziata spinta, sia quella con conferimento stradale”. E ancora, vi sono “condomini in cui sono stati consegnati i carrellati da parecchio tempo, ma per i quali il servizio ancora non parte e non si sa quando partirà”.

Riassumendo, il Codacons ha difficoltà a comprendere la scelta dei carrellati condominiali, l’orario di conferimento rispetto all’inizio del servizio di raccolta distribuito per zona e perché si sia optato per kit che spesso vengono rubati da chi, per esempio, non è in regola con i pagamenti della tassa.

Sul punto dei furti di kit, però, operati il più delle volte da chi non è censito presso l’ufficio tributi, interviene l’assessore alle Politiche ambientali, Andrea Guido, che spiega: ogni recipiente è provvisto di microchip e quindi facile da rintracciare. Bisogna però fare una denuncia presso il comando della polizia locale di viale Rossini “Anche perché – ricorda l’assessore Guido - ognuno è responsabile della propria raccolta e i controlli a campione che riguardano la corretta differenziazione sono sempre riconducibili al nominativo risultante dal microchip installato”.

“Occorre fare attenzione, quindi, nel momento in cui ci rendiamo conto che manca all’appello uno dei nostri contenitori, perché le conseguenze del loro cattivo utilizzo – aggiunge - sarebbero addebitate agli intestatari del kit e non al malintenzionato che se n’è appropriato indebitamente”.

“Rubare la pattumella di un concittadino non rappresenta quindi una soluzione – spiega - ma, al contrario, è la maniera più veloce per essere scoperti e sanzionati. Se per l’abbandono, quindi, si parla di multe salate e deferimento all’autorità giudiziaria penale in caso di aziende, occorre specificare - continua Guido - che per il furto delle pattumelle domestiche il reato è molto più semplice da scovare e contestare grazie al chip elettronico”.

“L’impegno dei nostri organi di controllo è massimo - conclude Guido - ed i risultati stanno arrivando giorno per giorno. Sono decine, infatti, le sanzioni elevate la scorsa settimana ai danni di coloro che hanno abbandonato i sacchetti a bordo strada o nelle campagne dell’hinterland e che sono stati rintracciati grazie al contenuto degli stessi sacchetti”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Codacons boccia la differenziata: "Disservizi e scelte incomprensibili"

LeccePrima è in caricamento