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Collegio universitario e torre della cultura: Monteroni si candida a polo

I progetti, frutto della collaborazione tra amministrazione comunale ed ateneo, presentati dal sindaco Guido e dal rettore Laforgia. La biblioteca svetterà nel campus, il collegio sorgerà sulle ceneri della vecchia casa di riposo

 

MONTERONI - Se non è un’appendice dell’università del Salento, poco ci manca. Il Comune di Monteroni si candida, infatti, a diventare un polo di tutto rispetto della formazione universitaria che, fino ad oggi, concentrava le strutture nel cuore di Lecce. Oltre al complesso Ecotekne che ha dislocato l’istruzione verso il comune limitrofo, ora ci sono in ballo due rilevanti progetti in collaborazione tra l’amministrazione guidata da Lino Guido e la direzione dell’ateneo.

Il primo è stato presentato oggi alla cittadinanza nella sala del palazzo baronale di Monteroni dallo stesso sindaco e dal rettore Domenico Laforgia. Prima ancora dell’obbligatorio passaggio in consiglio comunale, l’annuncio della realizzazione del primo collegio dell’università del Salento che sorgerà in via Trento, nell’edificio che ospitava una casa di riposo. L’amministrazione comunale ha intercettato i fondi necessari alla ristrutturazione del complesso edilizio che verrà consegnato in tempi record (si parla del giugno 2013): 600 mila euro da destinare anche alla realizzazione di una stazione degli autobus all’altezza della casa dello studente.

Il “chiodo fisso” di Lino Guido rimane, infatti, il collegamento con il centro del capoluogo, premessa indispensabile per la mobilità comoda degli studenti. “Saremo nelle piazze con i gazebo per organizzare una raccolta firme destinata allo scopo. – spiega lui – Del resto il nostro comune è stato inserito nel piano di mobilità urbana di Lecce e qui dovranno arrivare le corse degli autobus cittadini”.

 Il sindaco, evidentemente, non intende lasciarsi sfuggire l’opportunità di rilanciare economicamente la sua comunità, sfruttando il volano della cultura e l’assist offerto dall’ateneo: “Dopo anni di conflitti con l’amministrazione comunale leccese guidata da Adriana Poli Bortone, che rischiò di scippare Monteroni della facoltà di giurisprudenza, ora si ricostruisce un periodo di proficua collaborazione con l’università”. Il progetto del collegio, una struttura adibita all’assistenza degli studenti nello studio e nelle collaterali attività culturali, gestita dal prestigioso Collegio don Nicola Mazza di Padova, è “decisivo per una città che cerca di recuperare posti di lavoro laddove possibile”, ammette il sindaco.

Il secondo progetto, fiore all’occhiello dell’amministrazione Laforgia,  è la realizzazione della “torre della cultura” nel centro del campus universitario: una biblioteca sviluppata in altezza che guarda ad oriente, in cui la cultura “svetta” per la sua importanza simbolica. In netto contrasto con la pianura della valle della Cupa, secondo quel rapporto tra orizzontalità e verticalità che ha retto l’architettura degli storici campanili.

La biblioteca “simbolo” conterrà 400 postazioni per gli studenti e più di un milioni di libri per le facoltà scientifiche ed ingegneristiche (forse anche giuridiche). Il progetto sarà realizzato in tre anni con i fondi intercettati dal Piano per il Sud: dei 70 milioni di euro complessivi che si è aggiudicato l’ateneo, 14 milioni serviranno alla costruzione del “faro della cultura” che si estende su una superficie complessiva di 12mila metri quadri.  I piani più alti saranno quasi certamente dedicati all’osservatorio astronomico.

Ma la pianificazione strategica per Monteroni non si ferma qui: il progetto complessivo dell’università comprende anche la realizzazione del primo laboratorio per lo studio del moto ondoso e del corpo “U” dedicato al settore automobilistico. Dopo l’acquisizione del gruppo tedesco Porsche della pista “Prototipo” di Nardò, secondo il rettore si potrebbero aprire nuovi fronti per la collaborazione tra scienza e case automobilistiche. Il disegno “architettonico” dell’amministrazione Laforgia non è sicuramente improvvisato: “Nelle università straniere che ho visitato personalmente, e nella Princeton University in particolare, gli edifici sono tutti progettati da architetti famosi. Lo scopo è quello di catalizzare l’attenzione generale sulla cultura, generando crescita e sviluppo. Per quanto possibile, con i fondi a disposizione, abbiamo scelto di seguire questa strada anche a Lecce”.

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