Comitato Pro 275, la protesta domenicale con "dedica" al ministro Poletti

Come ogni week-end, i lavoratori sono tornati sulla statale. Nei giorni scorsi erano anche stati a Lecce per la visita di Mattarella

LECCE – Dopo la comparsa l’altra sera in piazza Sant’Oronzo, in occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per l’inaugurazione del Teatro Apollo, con tanto di striscione al seguito per chiedere l’intervento del Capo dello Stato nell’interminabile querelle sulla strada statale 275, i lavoratori sono tornati nel loro punto di ritrovo abituale, come ogni domenica da molti mesi a questa parte: lo svincolo all’altezza di Scorrano.

Indossando magliette inneggianti contro Gianni Vittorio Armani, presidente di Anas, questa volta, i lavoratori pro 275 (fanno capo al gruppo Palumbo, interessato dall’aggiudicazione dell’appalto prima che Anas decidesse l’azzeramento della gara, tenendo conto anche delle conclusioni dell’Autorità anticorruzione), nella loro consueta manifestazione, hanno srotolato due nuovi striscioni.

IMG-20170205-WA0003-2La “dedica” principale, al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, tirando però in ballo anche un altro ministro, Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti) e (ovviamente) il già citato Armani. Il tutto, coem sempre, invadendo per qualche minuto le carreggiate della statale, all’altezza del distributore Samer.

Una protesta, quella del Comitato pro 275, che sembra decisa ad andare avanti con questo metodo di lotta praticamente all’infinito. Fin quando non si verrà a capo della faccenda.

Come noto, e come ribadito anche in una recente nota stampa, “Anas è intenzionata a procedere all’indizione di una nuova gara d'appalto, sulla base di una revisione progettuale articolata attraverso l’individuazione di parti di intervento che possono essere avviate nei minori tempi tecnici possibili e, conseguentemente, procedendo all’affidamento di un primo lotto funzionale”.

Molto polemici, i lavoratori, anche con il presidente Mattarella. Nel giorno dell'inaugurazione, infatti, dicono: "Eravamo gli unici a sventolare il Tricolore, ma non s'è avvicinato nemmeno per una stretta di mano". Tornando invece al motivo della contesa, spiegano: "Anas, che vuole rifare una nuova gara, ha restituito tutti i suoli espropriati, compresi i 18 chilometri che hanno sempre sostenuto fossero da subito cantierizzabili". 

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Da qui, la loro considerazione ulteriore: "Un domani, se si metterà fine ai contenziosi e uno dei raggruppamenti in causa dovesse spuntarla, Anas cosa dovrà fare? Qualcuno se l'è chiesto?". E, ancora: "Come mai oggi chiama la Regione a muovere una cabina di regia?". Secondo i lavoratori, un modo per "lavarsi le mani" "scaricando tutte le responsabilità future, a cominciare proprio dagli espropri".    

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