Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Rimostranze al sindaco, famiglie in bici, fiumi di ricordi. La città si ritrova al cimitero

Il primo cittadino, come ogni anno, ha deposto mazzi di fiori sulle tombe dei suoi predecessori e dei dipendenti comunali. In migliaia, intanto, si riversano sui viali del camposanto dove, per qualche ora, si concentrano le contraddizioni di una comunità

LECCE – “Sindaco, come stai”? chiede l’anziana signora. “Bene, e lei”? risponde Paolo Perrone stringendole la mano. “Male”, la replica. E via con le garbate lamentele che tradiscono una certa rassegnazione: le cappelle che si allagano con la pioggia, i marciapiedi divelti che diventano trappole per i passanti.

Al seguito del primo cittadino nel consueto pellegrinaggio per la ricorrenza di ognissanti e dei defunti – 27 tappe sui sepolcri dei suoi predecessori a Palazzo di Città, del personale di polizia locale e dei dipendenti comunali – si rivelano aspetti di vita quotidiana che raccontano molto di Lecce, e delle sue irrisolvibili contraddizioni.

Il parcheggio dell’ex Carlo Pranzo pieno come potrebbe essere se si riuscisse ad attivare un trasporto urbano pienamente al servizio del cittadino, dello studente e del turista, e non residuale. La stupenda chiesa dei santi Niccolò e Cataldo chiusa, per il disappunto dei turisti, soprattutto stranieri.

viale2-2E ancora le famiglie che circolano nel camposanto con le bici, un paio di extracomunitari che chiedono l’elemosina, l’immancabile parcheggiatore abusivo nei dintorni del cimitero. E l’utilizzo sconsiderato dei pass auto per disabili, intestati a persone decedute o addirittura fotocopiati (di cui si riferisce a parte).

Effetti collaterali, questi, di un fine settimana particolare. Il clima primaverile infonde una luce di vivida speranza ad un luogo di pace, le migliaia di persone che percorrono i viali sono un fiume di ricordi, ma anche di rimpianti. Una parola non detta, un abbraccio negato. E poi, improvvisamente è troppo tardi.

Due bambine si interrogano, davanti ad una lapide, sul perché di una vita spezzata troppo presto. Sguardi assorti di donne e uomini seduti per ore davanti alla tomba del congiunto. Fiori appassiti da un pezzo che un’anima pia sostituisce con un mazzo di quelli comperati per i propri cari. C’è solitudine anche dopo la morte, ma all'indifferenza dei più sfugge quanta ce ne sia in vita.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rimostranze al sindaco, famiglie in bici, fiumi di ricordi. La città si ritrova al cimitero

LeccePrima è in caricamento