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"Verità per Giulio Regeni": il drappo pende dalla finestra del sindaco

Appuntamento in piazza Sant'Oronzo alle 19:41, ora dell'ultimo avvistamento al Cairo del giovane ricercatore triestino, nel 2016

LECCE - A due anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il ricercatore triestino sequestrato, torturato e poi ucciso in Egitto dove viveva per svolgere degli studi, si moltiplicano le iniziative di commemorazione.

Anche a Lecce, dove i genitori sono stati nell'ottobre scorso, ospiti della rassegna Conversazioni sul futuro e dove l'Università del Salento ha intitolato al giovane un dottorato di ricerca. L'appuntamento - promosso dalla sezione leccese di Amnesty International - è fissato alle 19:41 in piazza Sant'Oronzo, presso il sedile. Si tratta dell'ora in cui Giulio fu visto per l'ultima volta nella capitale egiziana.

Questa mattina da una delle finestre dell'ufficio del sindaco, Carlo Salvemini, è stata appeso un drappo che reca la medesima scritta di quello che campeggia sull'edificio Codacci Pisanelli dell'ateneo salentino, "Verità per Giulio Regeni". Esiste oramai una radicata convinzione che il ricercatore è stato vittima della repressione di una parte dei servizi di sicurezza egiziani ossessionati da qualunque sospetto su presunte attività ai danni del governo: Giulio stava lavorando a un progetto sul sindacalismo indipendente.

“Riteniamo importante unirci al coro di enti locali, università e luoghi di cultura sui quali campeggia lo striscione giallo della campagna per chiedere verità e giustizia per il nostro connazionale assassinato in Egitto – ha dichiarato il primo cittadino leccese –. Il crimine di cui è stato vittima Giulio Regeni non ci lascia indifferenti come singoli e come comunità, ecco perchè chiediamo con forza che si faccia luce sull'uccisione di questo giovane e talentuoso ricercatore italiano”.

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