Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Reazioni al voto: democrazia, sconfitta vendoliana e i “terzi” incomodi

Le interpretazioni politiche sulle primarie variano negli schieramenti: Pd evidenzia la prova "democratica", Udc e il centrodestra "bocciano" il dato del governatore, mentre c'è chi alimenta dubbi su Renzi e l'alleanza con Casini

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LECCE – Valutazioni diametralmente opposte, dalle latitudini degli schieramenti politici rispetto al voto di ieri alle primarie del centrosinistra: c’è chi sottolinea l’aspetto “democratico” della consultazione dal basso, chi legge la conflittualità futura tra Pierluigi Bersani e il dubbio amletico Vendola-Casini, e chi punta il dito sul risultato del governatore pugliese, evidenziando una bocciatura amministrativa e un declino politico.

Il presidente provinciale del Pd, Cosimo Durante, punta lo sguardo sulla “lezione di democrazia e partecipazione” all’Italia arrivata dalle urne domenica e ribadendo il proprio sostegno al segretario nazionale, precisa: “Non c’è più spazio per ripensamenti e improvvisazioni. Le divergenze le lasciamo agli altri, per noi conta solo l’unità di intenti e l’unità di tutti gli italiani”. Ed ancora: “Il Salento ha dimostrato coraggio e determinazione facendo delle primarie una cosa seria al fine di rispondere in modo nuovo ai tanti bisogni emergenti. Alla crisi occupazione ed economica non deve corrispondere la crisi dei valori politici che, anzi, per noi è un patrimonio da accrescere e conservare”.

Il capogruppo Udc alla regione, Salvatore Negro, invita il governatore Vendola a riflettere sul proprio risultato: “In questo sondaggio – asserisce - l’elettorato pugliese ha detto a chiare lettere che vuole un presidente che governi il territorio e non un aspirante leader nazionale. Ora metta da parte velleità e ambizioni personali e porti avanti il progetto per il quale la Puglia gli ha dato consenso e fiducia poco più di due anni fa”.

Per Negro, l’assenza di Vendola e della sua classe dirigente è durata troppo e “a pagarne il prezzo sono stati soprattutto i pugliesi, già messi in ginocchio da una crisi economica senza precedenti”: “Da questa ultima tornata elettorale – puntualizza Negro - ne esce con le ossa rotte non solo il presidente Vendola, ma tutta la Puglia dove restano i problemi delle emergenze ambientali, dei disoccupati e dei precari che aumentano ogni giorno, e dei disastri nella sanità”.

Ancora più netto il giudizio di Andrea Caroppo, consigliere regionale della “Puglia prima di tutto”, che, in una nota, ammette: “È lecito domandarsi se valesse la pena bloccare ancora una volta di fatto la regione per l’ennesima campagna auto-promozionale del governatore, visti i magri risultati da lui conseguiti alle primarie del centro-sinistra che non gli consentono nemmeno di accedere al ballottaggio, surclassato com’è stato sia da Bersani che da Renzi?”.   

“Se poi si pensa – prosegue - che soltanto pochi mesi fa la stella di Vendola sembrava brillare altissima nel firmamento della futura politica italiana, non sarebbe male anche chiedersi il perché di questo repentino declino, verificatosi anche in Puglia, laddove, nonostante il vastissimo apparato di potere messo in campo, il nostro arriva soltanto secondo. Evidentemente il linguaggio esoterico del grande incantatore di serpenti ha iniziato ad infrangersi sulla dura prova dei fatti, da cui emerge sempre di più la distanza abissale che intercorre tra predicare utopie e governare concretamente istituzioni e comunità”.

Adriana Poli Bortone sposta l’attenzione ancora su un altro elemento, la dicotomia Casini-Vendola nel futuro del Pd di governo: “Un puzzle complicato quello del ballottaggio di domenica prossima. Bersani deve scegliere con quale compagnia proseguire per la sua strada politica. Casini e Vendola, stando a quel che dicevano sono tra loro alternativi. Uno dei due dovrà rimanere fuori dal puzzle a meno che il gioco non sia truccato”.

Anche Fabrizio Camilli, vicepresidente nazionale di Alleanza di Centro, commenta il risultato delle primarie, paragonando Renzi a Berlusconi, e sottolineando come Bersani per vincere debba aprire a Vendola e alle altre voci della sinistra: “Più che confronto democratico – afferma - le primarie non hanno fatto altro che far emergere le divergenze all’interno del Pd. Renzi spina nel fianco del Pd, e non escludo che potrebbe portarlo all’implosione”.

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