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Centro storico senza auto? I commercianti contrari puntano i piedi dal sindaco

A Palazzo Carafa l'incontro tra sei rappresentanti di Rete Centro, il primo cittadino, Paolo Perrone, e l'assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini. Controlli più stringenti e attivazione dei dissuasori mobili, ma l'attuale viabilità non si tocca

Auto su corso Vittorio Emanuele II.

LECCE – C’è chi dice no. E l’ipotesi di chiudere il centro storico al traffico veicolare, riemersa nelle ultime settimane dalle secche di discussioni annose e inconcludenti, torna ad essere una questione spinosa. Nonostante, a titolo personale, alcuni esponenti della giunta si siano dichiarati favorevoli a questa opzione – abituale, del resto, nelle città a vocazione turistica -, il governo cittadino non ha ancora preso una decisione: gli interessi in gioco sono diversi e le pressioni tali che non desta meraviglia il fatto che ci siano opinioni divergenti in senso allo stesso esecutivo. Dimmi che elettore hai e ti dirò chi sei.

E tra fughe in avanti – o all’indietro, visto che se ne parla dal 1995 – e richieste di tavoli tecnici con “tutti i soggetti interessati” avanzate dalle colombe della maggioranza, si registra l’incontro di questa mattina tra il sindaco, Paolo Perrone, l’assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini e alcuni storici commercianti del borgo antico, che hanno voluto esplicitare la propria contrarietà rispetto alla chiusura totale alle auto. Una posizione che viene ribadita ogni volta che il tema torna d’attualità. E che, proprio nel 1995 - il sindaco era Stefano Salvemini -, portò all'occupazione dell'aula consiliare: a quell'epoca Lecce muoveva i primi passi verso la pedonalizzazione.

L'incontro odierno è stato riassunto non in una nota di Palazzo Carafa, ma attarverso un comunicato stampa dell’associazione “Rete Centro”, che riunisce gli esercenti in passato organizzati nelle sigle “Promocentro” e “Nuovo centro storico”. Gianni Staffieri, Valerio Guacci, Pino Molendini, Gianluca Molendini, Angelo Giordano e Maurizio Bray - nomi noti del terziario leccese - hanno esposto al primo cittadino la preoccupazione che si è diffusa tra alcuni operatori del centro rispetto alla possibilità che, in un futuro non troppo lontano, il borgo antico diventi off-limits per i veicoli.

La controproposta dei commercianti, ferma restando l'intangibilità della viabilità attuale, verte su quattro punti: l’attivazione dei dissuasori mobili già da tempo installati e mai entrati in funzione (quei cilindretti, per intendersi, che spuntano da terra e la cui presenza viene segnalata da un semaforo); una maggiore attenzione agli accessi nelle zone a traffico limitato, l’applicazione severa delle norme per il carico e scarico merci e la verifica del numero dei permessi di accesso al centro storico.

D’altra parte, proprio nei giorni scorsi, durante i lavori della commissione Traffico, è stata avanzata la richiesta da parte dei consiglieri di minoranza di verificare la corrispondenza tra pass esistenti e cittadini residenti nel centro storico. Il sospetto è che, come per i permessi di sosta sulle strisce blu – altro caso di acceso dibattito negli ultimi mesi – ci sia stata una certa generosità nell’accontentare tutti i “pretendenti”. Di cui da qualche parte deve esistere un elenco. Aggiornarlo sarebbe già utile per ridimensionare la presenza di auto nei dintorni dell’anfiteatro.

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